A Bologna, all’interno del prestigioso evento “R2I – Research to Innovate Italy”, il progetto Einstein Telescope ha avuto un ruolo da protagonista, simbolo della grande infrastruttura di ricerca che potrebbe trasformare la Sardegna in uno dei principali centri di innovazione scientifica in Europa. Il progetto è stato al centro di una discussione tra Regioni, policy maker, investitori, università e centri di ricerca, con l’obiettivo di riflettere sul futuro delle grandi infrastrutture di ricerca e sul loro impatto sui territori.
L’incontro, promosso dalla Conferenza delle Regioni, ha visto la Regione Sardegna presentare il suo panel dal titolo “Grandi infrastrutture di ricerca e futuro dei territori”, curato da Nicola Pirina e Diego Corrias del Gabinetto della Presidenza della Regione.
Il progetto Einstein Telescope (ET) è stato illustrato come una delle più ambiziose iniziative scientifiche, con una serie di laboratori sotterranei, che si estenderanno per 30 chilometri nella miniera dismessa di Sos Enattos a Lula, nel Nuorese. Oltre alla ricerca in fisica e astrofisica, sono previsti nuovi centri per i visitatori e infrastrutture di comunicazione, per un investimento che ammonta a oltre 1,3 miliardi di euro, di cui 350 milioni già stanziati dalla Regione Sardegna.
L’Assessore agli Affari generali, Personale e Riforma della Regione Sardegna, Sebastian Cocco, ha sottolineato come la Sardegna sia da sempre un territorio con una forte tradizione scientifica e competenze consolidate, a partire dal centro di ricerca CR4 fondato nel 1990. In questo contesto, l’assessore ha evidenziato il valore strategico del progetto Einstein Telescope, il quale sfrutta un paradosso: sebbene il territorio di Sos Enattos sia segnato da spopolamento e isolamento, questa condizione lo rende perfetto per la realizzazione di una grande infrastruttura scientifica, capace di studiare le onde gravitazionali in un ambiente privo di disturbi esterni.
Cocco ha anche rimarcato come il progetto non sia un intervento calato dall’alto, ma piuttosto una trasformazione condivisa con la popolazione locale, che coinvolge anche le scuole e le imprese sarde, con un bando da 4 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture locali. L’iniziativa, ha aggiunto, ha una governance innovativa che promuove un dialogo costante tra le Regioni italiane per creare un impatto positivo sulle comunità locali.
Il Professor Domenico D’Urso, dell’Università di Sassari e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha descritto i dettagli scientifici del progetto, includendo le partnership internazionali, come quella con la Sassonia, e i vantaggi derivanti dal territorio di Sos Enattos. Ha poi parlato del SunLab, un centro di ricerca di avanguardia che sorgerà sopra la miniera, e del bando che sarà assegnato a 17 aziende per la sua costruzione a luglio.
L’evento ha visto anche la partecipazione di Gianluca Consoli, Direttore Generale del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), il quale ha sottolineato l’importanza del progetto Einstein Telescope per l’intero paese, evidenziando gli investimenti in infrastrutture e l’importanza di garantire la sovranità digitale attraverso il supporto europeo.
Concludendo il panel, l’Assessore Cocco ha ribadito che “da questa sala parte un grande patto fra le realtà della ricerca italiana”, invitando tutti a rivedersi a Lula, dove la trasformazione del territorio è già in atto e rappresenta una sfida condivisa per il futuro della scienza e dell’innovazione.
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