Per molti anni è rimasto il simbolo di un progetto incompiuto, una struttura lasciata al degrado nonostante il suo potenziale turistico. Oggi invece l’ex hotel di Su Babbu Mannu, nel territorio di Dorgali, si prepara a diventare una delle nuove realtà dell’accoglienza di qualità in Sardegna. Dopo un lungo periodo di difficoltà, l’edificio è stato completamente trasformato e si presenta con una nuova identità: Made Green Hotel & Restaurant “Su Babbu Mannu”, una struttura quattro stelle destinata a raggiungere presto la classificazione quattro stelle superior.
La rinascita nasce dall’investimento di una famiglia tedesca che ha scelto di puntare sul cuore della Sardegna, affascinata dal paesaggio, dalla cultura locale e dal rapporto con la comunità di Dorgali. Un progetto ambizioso che ha restituito valore a un luogo rimasto inutilizzato per anni.
Dalla Germania alla Sardegna, la scelta della famiglia Schaefer
A trasformare il destino della struttura sono stati Detlef e Marketa Schaefer, rispettivamente di 55 e 49 anni, insieme alla figlia Kim, 19 anni. La famiglia arriva da Gross-Gerau, nella regione tedesca dell’Assia, e ha unito competenze diverse ma complementari.
Detlef, conosciuto ormai da tutti in paese come Giovanni, è un imprenditore nel settore delle costruzioni. Il soprannome è nato quasi per gioco tra gli operai che collaboravano con lui, ai quali risultava difficile pronunciare il suo nome tedesco. Marketa, invece, porta con sé una lunga esperienza nel settore alberghiero, elemento fondamentale per affrontare la trasformazione di una struttura ricettiva complessa.
La scelta di investire a Dorgali è nata da un legame costruito negli anni durante le vacanze trascorse in Sardegna. La famiglia Schaefer aveva inizialmente immaginato un acquisto più semplice, come una casa o un appartamento tra Cala Gonone e Dorgali, ma l’incontro con il vecchio albergo di Su Babbu Mannu ha cambiato completamente prospettiva.
Un edificio abbandonato trasformato in una struttura moderna
La scoperta dell’hotel è avvenuta durante una vacanza, quando la famiglia aveva trovato l’immobile in vendita online. Il prezzo iniziale aveva fatto rinunciare all’acquisto, ma successivamente la struttura era stata inserita in una procedura d’asta. Dopo un periodo di attesa legato anche all’emergenza Covid, gli Schaefer sono tornati in Sardegna e hanno deciso di portare avanti l’investimento.
Il primo impatto, però, è stato difficile. L’edificio si trovava in condizioni di forte degrado e necessitava di una ristrutturazione completa. Grazie all’esperienza nel settore edilizio e alberghiero, la famiglia ha scelto di affrontare direttamente la sfida, affidandosi anche al lavoro di un’architetta che ha seguito il progetto presentato al Comune di Dorgali.
L’intervento ha completamente ridisegnato gli spazi interni, mantenendo la volumetria originaria ma modificando la distribuzione degli ambienti. Le numerose camere presenti in passato sono state sostituite da nove eleganti mini appartamenti, con dimensioni comprese tra 50 e 90 metri quadrati.
Nuovi servizi tra piscina, ristorante e spa
Il nuovo complesso punta su un’offerta dedicata a un turismo esperienziale e di qualità. Sette appartamenti dispongono di una vista diretta sulla grande piscina naturale con effetto spiaggia, dalla quale è possibile ammirare la vallata circostante e il Monte Ospile.
La struttura non propone soltanto soggiorni, ma integra anche un’offerta gastronomica aperta sia agli ospiti dell’hotel sia ai visitatori esterni. Il ristorante è affidato allo chef dorgalese Mario e dispone di quaranta posti interni e una terrazza panoramica con una capacità fino a 150 persone.
Un ulteriore elemento destinato a completare il progetto è la nuova Spa, in fase di realizzazione. Il centro benessere consentirà alla struttura di ottenere il riconoscimento di quattro stelle superior, aumentando ulteriormente il livello dei servizi offerti.
Attualmente il progetto ha già generato nuova occupazione: tra personale stabile e stagionale sono circa venti le persone coinvolte nell’attività, oltre ai membri della famiglia Schaefer impegnati nella gestione.
Una nuova pagina dopo anni difficili
La storia di Su Babbu Mannu non è stata priva di momenti complessi. Dopo il fallimento del progetto turistico iniziale, l’immobile era rimasto inutilizzato per molto tempo, diventando un luogo simbolo di una mancata valorizzazione.
Nel 2016 la struttura era stata utilizzata temporaneamente per ospitare circa cinquanta migranti provenienti da diversi Paesi africani. La decisione aveva generato un acceso confronto all’interno della comunità locale. L’anno successivo l’edificio era stato inoltre danneggiato da un ordigno artigianale.
Oggi, dopo un lungo percorso, l’ex struttura abbandonata cambia completamente volto. Su Babbu Mannu torna così a essere un punto di riferimento per il turismo di Dorgali, con un progetto che unisce recupero edilizio, ospitalità e valorizzazione del territorio.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.