Nuoro, carabiniere rischia il licenziamento dopo il ricorso respinto dal Tar

Il militare era stato accusato di scarso rendimento: aveva chiesto il trasferimento per assistere il figlio invalido al 100 per cento

carabinieri

Un carabiniere in servizio in una stazione dipendente dal Comando provinciale di Nuoro rischia il licenziamento dopo che il Tar ha respinto il ricorso presentato contro il provvedimento del Ministero della Difesa che ne ha disposto la cessazione dal servizio permanente per “scarso rendimento”.

La vicenda riguarda un militare dell’Arma che nel 2021 aveva chiesto il trasferimento per poter stare vicino al figlio, invalido al 100 per cento. L’istanza, però, era stata inizialmente respinta e accolta soltanto diciassette mesi dopo, nel 2023.

Nel frattempo il carabiniere aveva ricevuto una valutazione negativa, con giudizio definito “insufficiente” in relazione al periodo 2021-2022. Secondo quanto riportato nella sentenza del Tribunale amministrativo regionale, il militare si sarebbe reso responsabile di “condotte disciplinarmente rilevanti”, elementi che hanno contribuito all’avvio del procedimento concluso con il licenziamento.

Il ricorso al Tar era stato presentato dall’avvocato Salvatore Deriu, legale del militare, che ha contestato la decisione del Ministero sostenendo l’esistenza di una situazione di forte difficoltà personale e ambientale.

Secondo la difesa, il lungo ritardo nel trasferimento avrebbe inciso pesantemente sulla situazione del carabiniere, impegnato ad assistere il figlio gravemente disabile. L’avvocato ha inoltre evidenziato come, una volta ottenuto il trasferimento richiesto, il rendimento del suo assistito fosse migliorato sensibilmente.

Dopo il trasferimento, infatti, il militare sarebbe stato rivalutato positivamente dai superiori, che lo avrebbero definito “una risorsa” per il servizio. Elementi che, secondo il legale, dimostrerebbero l’ingiustizia del provvedimento adottato nei suoi confronti.

Il Tar, tuttavia, ha ritenuto che i miglioramenti successivi non fossero sufficienti a cancellare le contestazioni disciplinari precedenti, confermando così la validità della decisione ministeriale.

Adesso resta soltanto il ricorso al Consiglio di Stato, ultimo passaggio della giustizia amministrativa, che dovrà decidere sul futuro professionale del militare dopo decenni di servizio nell’Arma.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Nuovo Sindacato Carabinieri. Il segretario generale regionale per la Sardegna, Remo Giovanelli, ha espresso dubbi sui tempi con cui è stato gestito il trasferimento richiesto dal carabiniere e ha sottolineato le difficoltà legate alla carenza di organico nell’isola.

Il sindacato si interroga sull’opportunità di perdere un militare successivamente rivalutato nelle sue capacità professionali, in un contesto in cui molte sedi sarde registrano carenze di personale.

La vicenda potrebbe non concludersi con il pronunciamento del Consiglio di Stato. L’avvocato Deriu ha infatti annunciato che, qualora fosse necessario, sarebbe pronto a portare il caso anche all’attenzione del Parlamento.

Redazione

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