Ottana, nuova svolta nell’inchiesta: arrestato anche un dirigente legato all’impianto energetico

L’inchiesta della Digos ruota attorno all’impianto energetico realizzato nella zona industriale

ciminiera

Proseguono gli sviluppi dell’inchiesta sulla presunta tentata concussione che ha portato all’arresto del sindaco di Ottana, Franco Saba, e di un secondo uomo individuato dagli investigatori in Raffaele De Maio. L’indagine, coordinata dopo due anni di attività investigativa dalla Digos di Nuoro, riguarda un impianto energetico realizzato nella zona industriale del paese.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori hanno eseguito numerose perquisizioni tra Ottana, Nuoro e la provincia di Bergamo. Durante le operazioni sono stati sequestrati smartphone e computer portatili considerati elementi rilevanti per l’accertamento dei fatti.

L’inchiesta si concentra sul presunto tentativo di concussione legato a un innovativo impianto per l’accumulo di energia, struttura che aveva già acceso il dibattito pubblico sin dalla sua realizzazione nel 2024.

L’impianto al centro dell’indagine è una grande struttura coperta da una caratteristica cupola bianca estesa su una superficie di circa cinque ettari. Al suo interno si trova un sistema considerato tra i più innovativi al mondo nel settore energetico: una batteria alimentata tramite anidride carbonica, progettata per accumulare energia prodotta da fonti rinnovabili e renderla disponibile in modo continuativo durante l’intera giornata.

La struttura è stata realizzata dalla società milanese Energy Dome, azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio energetico. Il progetto aveva attirato l’attenzione nazionale e internazionale per le sue caratteristiche tecnologiche e per il potenziale impatto sul settore delle energie rinnovabili.

Secondo gli inquirenti, il presunto tentativo di concussione coinvolgerebbe il sindaco Franco Saba e il dirigente della società fornitrice di energia elettrica, identificato appunto in Raffaele De Maio.

Gli investigatori stanno ora analizzando il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni per ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti e chiarire il contenuto delle contestazioni mosse dalla Procura.

L’indagine ha inevitabilmente riacceso l’attenzione sulla zona industriale di Ottana, da anni al centro di progetti di rilancio economico e riconversione energetica. L’impianto Energy Dome era stato presentato come uno dei simboli della transizione energetica del territorio e come possibile modello per il futuro accumulo di energia da fonti rinnovabili.

La vicenda giudiziaria arriva in un momento delicato per il polo industriale di Ottana, da tempo impegnato nella ricerca di nuove prospettive produttive e occupazionali legate all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale.

Nelle prossime settimane potrebbero emergere ulteriori dettagli dall’analisi dei dispositivi informatici sequestrati dalla Digos. Gli accertamenti proseguono per definire eventuali responsabilità e chiarire tutti gli aspetti dell’inchiesta.

Redazione

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