Si è svolto a Mogoro il convegno “La salute delle comunità. La riforma dell’assistenza territoriale (DM 77/2022): a che punto siamo nel territorio”, promosso dal Comune di Mogoro, dalla Asl di Oristano e dall’Alleanza per le Case della Comunità. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni e terzo settore, evidenziando l’importanza della partecipazione della comunità nella riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari.
Al centro del dibattito vi è stata la sanità territoriale, oggetto di trasformazione grazie al Pnrr e al DM 77/2022, che introduce le Case della Comunità come nodo principale dell’assistenza di prossimità. Attualmente, nel distretto socio-sanitario di Ales-Terralba è già operativa la Casa della Comunità di Laconi, modello replicabile nelle strutture di Terralba, Ales e Mogoro, con l’obiettivo di integrare servizi sanitari e socio-sanitari in una rete capillare.
Tra gli interventi, Antonello Caria delle ACLI ha sottolineato che “Importante che il percorso di attuazione del nuovo sistema dei servizi veda effettivamente partecipi le Comunità locali con le loro articolazioni… devono per questo essere parte del processo in uno con i servizi sanitari territoriali”, evidenziando il ruolo fondamentale di scuole, servizi sociali, parrocchie e associazioni.
L’assessora alla Salute di Mogoro Amelia Melis ha definito la riforma “una riforma vitruviana” che pone al centro il paziente anziché l’ospedale, aggiungendo: “La salute del singolo è un diritto comunitario e le Case della comunità sono il nuovo modello organizzativo che consente di realizzare l’assistenza di prossimità… luoghi di partecipazione dei cittadini in cui integrare scuole, associazioni, enti terzo settore”.
La direttrice della Asl di Oristano, Grazia Cattina, ha precisato che le nuove strutture sono in fase di sviluppo: “Abbiamo avviato da subito un percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale che vede come perno le Case della Comunità… È presto per stilare un bilancio, ma abbiamo gettato le basi per un’assistenza territoriale più moderna e vicina a cittadine e cittadini”.
Il convegno ha così aperto un dialogo costruttivo tra istituzioni e associazioni, con l’obiettivo di promuovere una sanità partecipata e integrata, dove la comunità gioca un ruolo attivo nella tutela della salute e nel miglioramento dei servizi locali.
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