La Pinacoteca Carlo Contini di Oristano ospita “Secret Pages”, la mostra dedicata a Nobuyoshi Araki che raccoglie 122 opere del celebre fotografo giapponese. L’esposizione inaugura sabato 18 luglio alle ore 19 con ingresso gratuito e resterà aperta fino al 17 ottobre 2026, offrendo al pubblico un viaggio nell’universo artistico di uno degli autori più rappresentativi e discussi della fotografia contemporanea.
L’inaugurazione della mostra coincide con l’avvio della Ventottesima edizione del Festival Dromos, quest’anno dedicato al tema dei segreti con il titolo “Dromos Secrets”. L’esposizione rappresenta quindi il primo appuntamento di un percorso culturale che unisce arti visive, musica e narrazione del territorio.
Curata da Sonia Borsato, “Secret Pages” presenta una selezione proveniente dalla Collezione Molinas Balata composta da 101 Polaroid e 21 fotografie di diversi formati. Il percorso espositivo non segue una logica tradizionale di tipo antologico, ma costruisce un racconto per frammenti, capace di restituire le molteplici sfumature della ricerca di Araki.
Le immagini in mostra attraversano alcuni dei temi più ricorrenti nella produzione dell’artista: la memoria, il desiderio, la dimensione privata, la sensualità, la perdita e il rapporto tra vita e morte. Ogni fotografia diventa così una sorta di pagina di diario, nella quale ciò che viene mostrato convive con ciò che rimane nascosto.

Nato a Tokyo nel 1940, Nobuyoshi Araki è considerato una figura fondamentale della fotografia internazionale. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 500 libri fotografici e sviluppato una ricerca autobiografica definita dallo stesso autore “I-Photography”, una modalità espressiva nella quale esperienze quotidiane, relazioni personali, emozioni e passaggio del tempo diventano elementi narrativi.
Le opere di Araki sono presenti nelle collezioni permanenti di importanti istituzioni museali internazionali, tra cui la Tate Modern di Londra, il San Francisco Museum of Modern Art, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e il Museum of Contemporary Art di Chicago.
La mostra di Oristano propone un percorso dedicato ai diversi aspetti della poetica dell’artista, dal rapporto con il corpo al paesaggio urbano, fino alla rappresentazione della fragilità umana. L’obiettivo non è offrire una lettura completa della carriera di Araki, ma accompagnare il visitatore dentro un universo fatto di immagini sospese tra realtà e immaginazione.
Un elemento centrale dell’esposizione è rappresentato dalle Polaroid, uno strumento che il fotografo giapponese ha utilizzato come forma di registrazione immediata della vita. Per Araki queste immagini non sono semplici istantanee, ma diventano una testimonianza del tempo che passa e di momenti destinati a non ripetersi.
Nella selezione trovano spazio anche fotografie legate al kinbaku, l’antica pratica giapponese della legatura, spesso associata agli aspetti più controversi del lavoro dell’artista. In questa prospettiva, le immagini vengono presentate come una riflessione sul corpo, sulla vulnerabilità e sulla complessità delle relazioni umane.
La curatrice Sonia Borsato sottolinea il valore più profondo della ricerca di Araki: «Superato il primo impatto visivo, le fotografie di Araki rivelano una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla natura effimera della bellezza e del desiderio. Le sue immagini sembrano affermare che tutto è destinato a cambiare e che proprio per questo vale la pena osservare e ricordare. Dietro ciò che può apparire provocazione si nasconde una meditazione sulla fragilità dell’esistenza e sul mistero stesso del vivere.»
Anche il collezionista Pietro Molinas Balata evidenzia la capacità del fotografo di esplorare ciò che normalmente resta nascosto: «Con la sua genialità Araki riesce a rappresentare le variegate sfere della donna, della flora e delle cose, facendo emergere le parti nascoste e segrete, quelle più o meno ardenti e altre particolarmente oniriche: visioni immaginali che nobilitano lo spirito.»
Il tema del segreto, scelto da Dromos per l’edizione 2026, trova nella mostra una particolare sintonia. Le fotografie di Araki non cercano soltanto di rivelare, ma invitano anche a confrontarsi con ciò che rimane indefinito e misterioso. Il progetto valorizza infatti il ruolo dell’immagine come spazio di riflessione e non soltanto come strumento di rappresentazione.
L’assessore comunale alla Cultura Simone Pietro Prevete ha definito l’esposizione un’importante occasione per rafforzare il ruolo di Oristano nel panorama culturale contemporaneo, attraverso un appuntamento artistico di rilievo internazionale.
“Secret Pages” sarà visitabile negli spazi della Pinacoteca Carlo Contini fino al 17 ottobre. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 20, mentre sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20. Il costo del biglietto è di 5 euro.
L’esposizione si inserisce nel programma del festival Dromos, in calendario dal 18 luglio al 16 agosto tra Oristano e diversi centri della provincia. La manifestazione proporrà concerti, incontri, cinema e iniziative culturali coinvolgendo località come Baratili San Pietro, Cabras, Fordongianus, Masullas, Milis, Mogoro, Neoneli, Nureci, Pompu, Riola Sardo e Tadasuni.

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