Un racconto lungo oltre venti secoli, capace di intrecciare archeologia, memoria e identità mediterranea. È questo il cuore della mostra “Tharros. Time Upon Time”, presentata dalla Fondazione Mont’e Prama al Museo Diocesano Arborense di Oristano, dove resterà visitabile ancora per pochi giorni prima della chiusura definitiva prevista la prossima settimana.
L’esposizione, inaugurata lo scorso gennaio, rappresenta uno dei più ampi percorsi dedicati a Tharros, una delle aree archeologiche più importanti e suggestive del Mediterraneo antico.
Dall’età nuragica al Medioevo
Il progetto, realizzato dalla Fondazione Mont’e Prama insieme all’Arcidiocesi di Oristano, accompagna il visitatore lungo un arco temporale che va dal XIV secolo avanti Cristo fino al VII secolo dopo Cristo.
Un viaggio che attraversa le diverse fasi storiche della città: dalle prime frequentazioni nuragiche all’espansione fenicia, passando per il dominio punico e quello romano, fino agli ultimi secoli di vita dell’insediamento.
La mostra restituisce così il volto di una città che per secoli è stata crocevia di commerci, culture e civiltà nel cuore del Mediterraneo occidentale.
Reperti, archivi e installazioni multimediali
Il percorso espositivo alterna reperti archeologici, fotografie storiche, documenti d’archivio e moderne installazioni multimediali pensate per rendere più immersiva l’esperienza del pubblico.
Oggetti della quotidianità, testimonianze funerarie, materiali ceramici e immagini d’epoca permettono di ricostruire la vita della città antica e il rapporto tra Tharros e il territorio circostante.
Accanto all’approccio scientifico, la mostra sceglie anche una dimensione narrativa ed emotiva, raccontando non soltanto ciò che Tharros è stata, ma anche il modo in cui continua ancora oggi a parlare al presente.
Un progetto tra ricerca e valorizzazione del territorio
“Tharros. Time Upon Time” nasce infatti con l’obiettivo di unire divulgazione culturale, ricerca archeologica e valorizzazione identitaria della Sardegna.
La mostra si inserisce nel più ampio lavoro della Fondazione Mont’e Prama dedicato alla promozione del patrimonio archeologico del Sinis e dell’Oristanese, sempre più al centro dell’interesse culturale e turistico internazionale.
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