L’archiviazione da parte dell’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna, l’ADIS, della procedura relativa alla proposta di variante allo Studio di Compatibilità Idraulica, Geologica e Geotecnica del territorio comunale di Oristano non produce effetti immediati per cittadini e imprese. Soprattutto, non può essere letta come una bocciatura della variante idraulica proposta dal Comune.
La precisazione arriva dall’amministrazione comunale dopo le notizie circolate negli ultimi giorni sul procedimento adottato dal Consiglio comunale con la deliberazione n. 30 del 2024 e successivamente trasmesso all’ADIS per le verifiche di competenza.
Secondo il Comune, parlare di bocciatura del lavoro svolto dagli uffici e dall’amministrazione è improprio. La decisione dell’Agenzia riguarda infatti alcuni aspetti tecnici della revisione del reticolo idrografico, mentre la proposta di variante idraulica non sarebbe stata ancora esaminata. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché cambia completamente il significato del provvedimento.
Due procedimenti distinti dentro la stessa proposta
La proposta approvata dal Consiglio comunale si compone di due parti diverse: da un lato la revisione del reticolo idrografico, dall’altro la proposta di variante idraulica vera e propria. L’ADIS, al termine dell’istruttoria preliminare, ha disposto l’archiviazione limitatamente alla prima parte, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti tecnici a supporto delle modifiche proposte.
In sostanza, non si è ancora entrati nel merito della variante idraulica. Il nodo riguarda invece la documentazione relativa al reticolo, in particolare l’eliminazione di alcuni tratti derivati dalla cartografia IGM Serie 25V del 1960.
Si tratta di oltre 400 tratti che, secondo gli studi predisposti per conto del Comune, riguarderebbero prevalentemente elementi del sistema drenante utilizzato a servizio delle attività agricole e non corsi d’acqua appartenenti al reticolo idrografico principale.
Reticolo agricolo e trasformazioni del territorio
Il punto tecnico centrale riguarda la natura di questi tratti. Secondo le valutazioni comunali, molti elementi presenti nella vecchia cartografia sarebbero stati modificati nel corso dei decenni o, in alcuni casi, non risulterebbero più presenti a causa delle trasformazioni intervenute sul territorio.
Il Comune evidenzia quindi la necessità di distinguere tra veri corsi d’acqua e opere di drenaggio legate all’attività agricola. Una distinzione che, sul piano amministrativo e urbanistico, può avere conseguenze importanti, ma che richiede documentazione tecnica completa e approfondita.
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