Il futuro dell’ospedale Marino Regina Margherita torna al centro del dibattito politico e sanitario ad Alghero. Nelle ultime settimane si sono intensificate le preoccupazioni legate all’ipotesi di un trasferimento dei reparti di Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Civile, scenario che secondo diverse forze politiche e istituzionali rischierebbe di ridimensionare progressivamente il ruolo storico del presidio sanitario cittadino.
Il timore diffuso è che il Marino possa perdere parte delle sue funzioni specialistiche, trasformandosi in una struttura con meno posti letto, riduzione del personale e servizi sanitari limitati rispetto al passato. Una prospettiva che ha riacceso il confronto politico e alimentato nuove richieste di chiarimento rivolte alla Regione e alla Asl.
Negli anni scorsi il Regina Margherita era già stato al centro di polemiche per il rischio di una possibile privatizzazione e della trasformazione dell’immobile in una struttura alberghiera sul mare. Oggi il tema torna d’attualità sotto una forma diversa, legata però ancora una volta al destino della struttura sanitaria e alla tutela della sua identità storica.
Secondo quanto denunciato da esponenti politici cittadini, il pericolo concreto sarebbe quello di uno svuotamento graduale delle attività ospedaliere che hanno reso il Marino un punto di riferimento territoriale per ortopedia, traumatologia, fisiatria e riabilitazione. Il trasferimento dei reparti specialistici al Civile viene interpretato come il primo passo verso un ridimensionamento strutturale del presidio sanitario algherese.
A intervenire con forza sulla vicenda è stato il consigliere comunale di Orizzonte Comune, Marco Colledanchise, che ha chiesto garanzie ufficiali e scritte da parte della Regione Sardegna e della Asl sul mantenimento e sul potenziamento delle attività del Marino.
“Pensare di svuotarlo delle sue funzioni significa non capire la storia, non capire la medicina, non capire Alghero”, ha dichiarato il consigliere, evidenziando la necessità di difendere il ruolo sanitario dell’ospedale. Secondo Colledanchise, il rischio sarebbe quello di un ridimensionamento progressivo presentato come semplice riorganizzazione dei servizi sanitari.
Il consigliere ha inoltre criticato il metodo con cui verrebbero affrontate le decisioni sulla sanità del territorio. “Possibile che ogni volta che si decide qualcosa sulla sanità del nostro territorio, Alghero debba scoprirlo dopo e protestare dopo?”, ha domandato, chiedendo un coinvolgimento più incisivo dell’amministrazione comunale nella tutela del presidio ospedaliero.
Nel suo intervento Colledanchise ha ribadito la propria posizione sul futuro del Marino, sostenendo la necessità di rafforzare i servizi esistenti anziché ridurli. “Quando mi sono candidato l’ho detto chiaramente: il Marino va difeso, l’Ortopedia va potenziata, non smontata pezzo dopo pezzo”, ha affermato.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione sanitaria che interessa diverse strutture dell’isola e che spesso genera tensioni tra territori, amministrazioni locali e Regione. Ad Alghero il tema assume però una valenza particolarmente simbolica, considerando il ruolo storico del Marino nell’assistenza specialistica e nella riabilitazione.
La richiesta avanzata da più parti è quella di conoscere con chiarezza i programmi futuri per il presidio sanitario e di ottenere impegni concreti sul mantenimento dei reparti strategici, evitando che il trasferimento di alcune attività possa aprire la strada a una perdita progressiva di servizi per il territorio.
Il dibattito resta aperto e nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuovi confronti istituzionali tra Comune, Regione e azienda sanitaria per chiarire il destino dell’ospedale Marino e delle sue specialità storiche.
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