Il trasferimento dei rifiuti indifferenziati del Sassarese verso il termovalorizzatore di Tossilo va avanti, ma le criticità restano al centro del confronto politico e istituzionale. A distanza di un mese dalla protesta di Palazzo Ducale e dei 28 Comuni del Nord Ovest Sardegna contro la decisione regionale, il Comune di Sassari ha deciso di accettare la nuova destinazione dei conferimenti provenienti da Scala Erre.
La scelta è stata formalizzata attraverso una delibera di giunta proposta dall’assessore all’Ambiente Pierluigi Salis, che sancisce il via libera al trasferimento di parte dei rifiuti verso l’impianto di Macomer.
L’operazione, però, avrà un impatto economico significativo, con un costo aggiuntivo stimato in circa mezzo milione di euro per le casse comunali. Una spesa che l’amministrazione spera possa essere compensata attraverso un intervento della Regione.
«L’auspicio è che questo sacrificio venga compensato da Cagliari», ha spiegato l’assessore Salis commentando la decisione dell’esecutivo cittadino.
A spingere il Comune verso l’accettazione della nuova soluzione sarebbero stati sia l’apertura mostrata dalla Regione sia alcune modifiche apportate dal Consorzio Industriale di Macomer allo schema di convenzione relativo ai conferimenti.
Nonostante l’accordo, restano però irrisolte molte delle criticità già evidenziate nelle scorse settimane durante il confronto con l’assessora regionale alla Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.
Il nodo principale non riguarda soltanto i maggiori costi, ma anche la gestione complessiva dei flussi di rifiuti destinati al termovalorizzatore di Tossilo. Su questo punto insistono sia l’assessore Salis sia il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia.
Secondo l’amministrazione comunale sarebbe necessaria una programmazione più precisa e sostenibile dei conferimenti verso l’impianto di Macomer, anche attraverso una diversa distribuzione dei quantitativi provenienti dai vari territori della Sardegna.
L’obiettivo, spiegano da Palazzo Ducale, è evitare che il peso economico della nuova organizzazione ricada in maniera eccessiva sul territorio sassarese, già chiamato ad affrontare costi aggiuntivi legati al trasferimento dei rifiuti.
La vicenda si inserisce nel più ampio tema della gestione del ciclo dei rifiuti in Sardegna, con il termovalorizzatore di Tossilo che negli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito regionale per il ruolo strategico nella gestione dell’indifferenziato.
Il conferimento del 60 per cento dei rifiuti indifferenziati a Tossilo rappresenta quindi una soluzione operativa immediata, ma non risolve definitivamente le questioni economiche e organizzative sollevate dai Comuni del Nord Ovest dell’Isola.
Il confronto con la Regione resta aperto, mentre gli enti locali chiedono garanzie sulla sostenibilità futura del sistema e sulla ripartizione dei costi tra i diversi territori coinvolti.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.