La Asl di Sassari apre il Serd e lancia l’allarme sulle nuove dipendenze

In occasione della giornata mondiale contro droghe cresce l’accesso ai servizi e si abbassa l’età dei consumatori, tra cannabis, cocaina e poli-uso

In occasione della Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico di droghe, l’Asl di Sassari ha aperto le porte del Servizio per le Dipendenze patologiche (SerD), rilanciando al contempo un messaggio di prevenzione e accessibilità ai percorsi di cura. L’iniziativa si inserisce in una fase in cui il fenomeno delle dipendenze appare in evoluzione, con un aumento delle richieste di assistenza e un cambiamento nei profili degli utenti.

Il direttore del SerD, lo psichiatra Paolo Milia, ha sottolineato come il servizio sia pensato per essere accessibile senza barriere e garantire anonimato completo. «Siamo a disposizione della popolazione anche per un solo consiglio», ha dichiarato durante l’iniziativa nella sede di San Camillo. L’obiettivo, ha spiegato, è facilitare l’avvicinamento ai servizi sanitari sia per chi vive direttamente una situazione di dipendenza sia per chi si trova a gestire preoccupazioni legate a familiari o conoscenti. L’approccio è quello di favorire un primo contatto, considerato spesso decisivo per intraprendere un percorso di uscita dall’uso di sostanze.

I dati diffusi dall’Azienda sanitaria evidenziano un quadro in trasformazione. Accanto a una platea storica di pazienti con dipendenza da oppiacei, si osserva un incremento significativo dell’uso di cannabis e cocaina, mentre l’eroina mantiene una presenza stabile nei circuiti del consumo. Un elemento particolarmente rilevante riguarda la riduzione dell’età media di primo utilizzo di sostanze e l’aumento dei comportamenti a rischio tra i più giovani, segnale che indica un abbassamento progressivo della soglia di esposizione.

Secondo il SerD, iniziative di sensibilizzazione come quella promossa in occasione della giornata mondiale risultano fondamentali non solo per informare la cittadinanza, ma anche per far conoscere i percorsi terapeutici disponibili all’interno del Servizio sanitario regionale, spesso ancora poco utilizzati o conosciuti.

Il contesto regionale contribuisce a delineare un quadro complesso. La Sardegna risulta tra le prime tre regioni italiane per la coltivazione di marijuana, mentre nel territorio sassarese si registra una crescita della domanda di trattamento legata soprattutto all’uso di cocaina, crack e nuove sostanze sintetiche, con un coinvolgimento sempre più marcato delle fasce giovanili. Questo fenomeno si accompagna a un cambiamento nei modelli di consumo, con una diffusione crescente del poli-uso di sostanze, che rende più complessi sia la diagnosi sia gli interventi terapeutici.

Sul piano numerico, l’Asl di Sassari ha attualmente in carico circa 3.200 pazienti, un dato che comprende anche una quota significativa di nuovi accessi e rientri nei percorsi di cura. Nel dettaglio, circa 800 sono nuove prese in carico registrate tra il 2025 e il 2026, mentre circa 200 riguardano persone rientrate nel servizio dopo un periodo di uscita. L’età media degli utenti si attesta intorno ai 38 anni, con una prevalenza maschile pari all’80%.

Un dato rilevante riguarda la tipologia di sostanze: circa il 35-40% dei pazienti è seguito per dipendenza da cocaina, mentre una parte consistente continua a essere rappresentata da utenti con dipendenza da oppiacei. Tuttavia, il quadro attuale mostra sempre più frequentemente la presenza di consumi multipli e combinati, che includono diverse sostanze assunte contemporaneamente o in momenti ravvicinati, rendendo più complessa la gestione clinica.

Il SerD di Sassari si conferma così un punto di riferimento centrale per il territorio, sia nella fase di prevenzione sia in quella di presa in carico, in un contesto in cui l’evoluzione delle dipendenze richiede interventi sempre più integrati tra sanità, servizi sociali e attività di sensibilizzazione pubblica.

Redazione

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