Ad Alghero la Tari torna al centro del dibattito tra amministrazione e opposizione. Il costo complessivo del servizio di igiene urbana, compresa la rendicontazione, ammonta a circa 14 milioni di euro ogni anno, ma il gettito effettivamente previsto dalla tassa sui rifiuti si aggira intorno ai 12 milioni.
La differenza viene coperta in parte dall’attività di contrasto all’evasione, che consente al Comune di recuperare circa due milioni di euro e alleggerire il carico complessivo distribuito sulla comunità.
Il problema principale riguarda però la capacità di riscossione. Dei 12 milioni di Tari messi a ruolo, infatti, nelle casse comunali arriva soltanto circa il 75 per cento. Un contribuente su quattro, secondo i dati indicati dal Comune, non versa regolarmente quanto dovuto.
Il nodo degli immobili sconosciuti
Oltre ai mancati pagamenti da parte degli utenti già censiti, esiste un’altra fascia di evasione considerata più difficile da intercettare: quella degli immobili e delle utenze che non risultano negli elenchi Tari.
Si tratta di abitazioni e strutture utilizzate ma mai dichiarate ai fini della tassa sui rifiuti. Proprio su questo fronte l’amministrazione intende intensificare i controlli.
L’assessore alle Finanze Enrico Daga ricorda che è operativo il “Progetto Entrate”, un’attività che affianca Secal nel lavoro di accertamento.
Un gruppo di operatori incrocia diverse banche dati, compresi gli archivi catastali e le informazioni relative alle forniture di energia elettrica, per individuare immobili utilizzati ma non presenti nei registri comunali.
L’appello del Comune
Daga invita i cittadini non ancora registrati a regolarizzare la propria posizione, ricordando che i controlli porteranno comunque all’individuazione degli immobili irregolari.
Secondo l’assessore, chi verrà scoperto rischia di dover affrontare il recupero delle somme relative agli ultimi cinque anni, oltre alle sanzioni previste.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è aumentare l’equità del sistema, facendo in modo che il costo del servizio non ricada soltanto su chi paga regolarmente.
Lo scontro politico sulle bollette
Sul tema Tari è intervenuto anche il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che ha contestato gli importi delle bollette recapitate in questi giorni.
Secondo Pais, per molti cittadini le somme richieste sarebbero più alte rispetto al passato, nonostante le rassicurazioni su una mancata crescita della tassa. Il consigliere di opposizione ha inoltre criticato la qualità del servizio, giudicata insufficiente soprattutto durante il periodo estivo.
Un altro punto di scontro riguarda i pignoramenti dei conti correnti avviati per il recupero dei crediti. Pais li definisce una “macelleria sociale silenziosa”, sostenendo che sia necessario distinguere tra chi sceglie di non pagare e chi invece si trova in difficoltà economica.
La replica dell’assessore
La posizione dell’amministrazione è diversa. Daga respinge l’idea che la riscossione possa diventare uno strumento di penalizzazione dei cittadini in difficoltà e sottolinea il principio dell’equità.
Secondo l’assessore, contrastare l’evasione significa tutelare proprio la maggioranza dei cittadini che versa regolarmente la Tari.
Sul tema dei pignoramenti, Daga precisa che Secal procede soltanto dopo un lungo percorso: prima arrivano gli avvisi bonari e diversi solleciti, e solo successivamente si può arrivare alle misure più incisive.
Il confronto sulla Tari ad Alghero resta quindi aperto tra la necessità di recuperare risorse mancanti e la richiesta di garantire un sistema sostenibile per famiglie e imprese.
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