Con un decreto firmato il 19 maggio 2026 dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, è stato ufficialmente approvato il nuovo Statuto del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, uno dei principali strumenti di tutela e valorizzazione del patrimonio minerario e ambientale dell’isola. Il provvedimento introduce una profonda revisione dell’assetto organizzativo del consorzio, con l’obiettivo di rendere più equilibrata e funzionale la governance tra istituzioni nazionali, regionali e locali.
Uno degli elementi centrali della riforma riguarda la nuova composizione del Consorzio del Parco, che viene ridefinita in maniera più ampia e strutturata. Fanno parte del sistema gestionale il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Cultura. A questi si affiancano la Regione Autonoma della Sardegna, le Province o gli enti che ne hanno preso il posto, i Comuni ricadenti nell’area perimetrata del Parco, oltre alle Università di Cagliari e Sassari. È inoltre prevista la partecipazione di associazioni riconosciute ai sensi della normativa vigente e portatrici di interessi diffusi legati alle finalità del Parco.
Il nuovo statuto interviene anche sul sistema di rappresentanza e di peso decisionale dei diversi soggetti. In particolare, viene introdotto un criterio più analitico per la distribuzione delle quote tra enti locali: la partecipazione di Comuni e Province sarà ora calcolata in base alla estensione territoriale e al valore storico, ambientale e paesaggistico delle aree incluse nel perimetro del Parco. Un approccio che punta a rendere più aderente la governance alla reale incidenza dei territori coinvolti.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la ridefinizione delle percentuali di partecipazione complessive. Le Tabelle A e B allegate al decreto stabiliscono una nuova ripartizione: ai Comuni viene assegnato il 51%, alla Regione Sardegna il 27%, ai Ministeri il 20%, mentre alle Università spetta complessivamente il 2%. Si tratta di un assetto che rafforza il ruolo degli enti locali, mantenendo però un forte coordinamento con le istituzioni centrali e accademiche.
Ulteriore novità riguarda il Comitato tecnico-scientifico del Parco, che subisce un aggiornamento nella sua composizione. Entra infatti a farne parte il Direttore Generale della Direzione Generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, che sostituisce il precedente rappresentante del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, struttura soppressa nell’ambito della riorganizzazione periferica del dicastero. Questo cambiamento riflette un riallineamento istituzionale volto a semplificare e aggiornare i livelli decisionali.
Il Parco Geominerario della Sardegna, istituito per preservare e valorizzare uno dei patrimoni minerari più significativi d’Europa, si trova così a operare con una struttura più articolata e aggiornata alle esigenze di gestione contemporanee. La revisione dello statuto punta a rafforzare la collaborazione tra enti e a migliorare l’efficacia delle politiche di tutela, promozione culturale e sviluppo sostenibile delle aree coinvolte.
I documenti ufficiali relativi al decreto, allo statuto aggiornato e alle tabelle di ripartizione sono resi disponibili attraverso i canali istituzionali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dove è possibile consultare nel dettaglio l’intero impianto normativo.
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