Tortolì, esposto contro il rumore delle campane: impianto fermato

La denuncia di alcuni residenti porta allo stop temporaneo delle campane della chiesa di Sant’Andrea

campane chiesa

Le campane della chiesa di Sant’Andrea, nel centro di Tortolì, sono state spente dopo la presentazione di un esposto-denuncia per presunto inquinamento acustico da parte di un cittadino. La vicenda ha acceso il dibattito in città e coinvolge anche un gruppo di residenti che ha sottoscritto una petizione allegata alla segnalazione.

Secondo quanto emerso, alcuni abitanti della zona di via Amsicora avrebbero manifestato da tempo disagio per il suono proveniente dal campanile della parrocchia, ritenuto troppo intenso soprattutto in alcune fasce orarie.

L’esposto è stato formalmente presentato da un cittadino di Tortolì che ha chiesto verifiche sui livelli acustici prodotti dall’impianto campanario della chiesa di Sant’Andrea. Alla documentazione è stata allegata anche una raccolta firme sostenuta da altri residenti che lamentano il disturbo causato dal suono delle campane.

In seguito alla segnalazione, il parroco don Piero Crobeddu ha deciso di spegnere temporaneamente l’impianto, in attesa di una revisione tecnica che dovrà consentire di ridurre i decibel e riportare il sistema entro i limiti previsti.

Da alcune settimane, quindi, le campane della chiesa non suonano più, una situazione insolita per molti cittadini abituati da sempre ai rintocchi che scandiscono la vita quotidiana del centro abitato.

La questione ha inevitabilmente diviso l’opinione pubblica tra chi sostiene la necessità di tutelare la quiete dei residenti e chi invece considera il suono delle campane parte integrante della tradizione e dell’identità cittadina.

L’intervento tecnico sull’impianto dovrebbe servire a trovare un equilibrio tra le esigenze della comunità religiosa e quelle dei residenti, evitando ulteriori disagi e consentendo il ripristino del servizio in una modalità compatibile con le normative sull’inquinamento acustico.

Al momento non sono stati resi noti i tempi necessari per la revisione del sistema campanario né eventuali nuove modalità di funzionamento delle campane una volta completati gli interventi.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della convivenza tra tradizioni storiche e regolamenti legati alla qualità della vita urbana, un equilibrio che negli ultimi anni ha generato discussioni anche in altri centri italiani.

Redazione

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