La Sardegna si trova tra i territori italiani maggiormente esposti agli effetti della siccità e dello stress idrico. A evidenziarlo è Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, che ha analizzato la situazione attraverso l’indice SPEI, un parametro che considera sia le anomalie delle precipitazioni sia il livello di evapotraspirazione.
Secondo l’analisi, le aree costiere dell’Isola rientrano tra i territori classificati in condizioni di siccità estrema, insieme ad alcune zone della Sicilia, dell’Abruzzo, della Puglia settentrionale e della Basilicata. Tra le aree interessate figurano anche territori del Nord Italia come il Piemonte occidentale e il Sud della Lombardia.
L’indicatore preso in considerazione da Anbi consente di valutare non soltanto la quantità di pioggia caduta, ma anche l’effetto delle temperature elevate sulla disponibilità d’acqua. Quando il caldo aumenta, infatti, cresce il fenomeno dell’evapotraspirazione, cioè la perdita di acqua dal terreno e dalla vegetazione, contribuendo ad aggravare le condizioni di deficit idrico.
Il ruolo del cambiamento climatico
Secondo Anbi, il quadro attuale mostra una maggiore vulnerabilità delle regioni del Mezzogiorno agli effetti del riscaldamento del bacino mediterraneo.
La combinazione tra temperature elevate e riduzione delle precipitazioni sta aumentando la pressione sulle risorse idriche, con conseguenze che interessano diversi settori, dall’agricoltura alla gestione del territorio.
L’associazione sottolinea però una differenza tra le varie aree del Paese. Alcune regioni meridionali, nonostante la maggiore esposizione storica alla siccità, hanno potuto contare negli ultimi anni su infrastrutture dedicate alla raccolta e conservazione dell’acqua.
La presenza di sistemi di stoccaggio consente infatti di accumulare risorse nei periodi più piovosi per utilizzarle durante le fasi di maggiore scarsità.
Le difficoltà delle risorse idriche
Il direttore generale di Anbi, Massimo Gargano, ha ricordato come il Mezzogiorno sia stato storicamente interessato da periodi di carenza idrica e abbia sviluppato nel tempo strutture per conservare l’acqua destinata ai momenti di necessità.
Secondo l’associazione, la situazione è differente in molte aree del Nord Italia, dove numerosi bacini sono stati realizzati principalmente per la produzione idroelettrica e non sempre per garantire riserve destinate all’agricoltura.
In questi territori, la disponibilità d’acqua nei mesi più caldi dipende in larga parte dalle condizioni meteorologiche delle stagioni precedenti, in particolare dalle precipitazioni nevose invernali sulle montagne.
Impatti sull’agricoltura e sul territorio
La scarsità d’acqua rappresenta una delle principali criticità per il settore agricolo, che necessita di risorse costanti per garantire le coltivazioni e la produttività dei terreni.
In Sardegna, come in altre aree mediterranee, la gestione delle risorse idriche diventa quindi un elemento centrale per affrontare gli effetti delle variazioni climatiche e delle temperature sempre più elevate.
L’analisi di Anbi richiama l’attenzione sulla necessità di una pianificazione delle infrastrutture idriche e di una gestione più efficiente dell’acqua, soprattutto nelle zone maggiormente esposte alla siccità.
Il quadro evidenziato dall’associazione mostra come la disponibilità idrica sia diventata una delle principali sfide ambientali ed economiche per molte regioni italiane.
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