Nuovi spazi di stoccaggio sul territorio, trasferimenti della plastica verso il continente e l’estero e un nuovo centro di selezione nel Sud Sardegna. Sono questi i principali interventi emersi dal tavolo convocato dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente per affrontare le difficoltà della filiera della plastica in Sardegna.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle Città metropolitane, delle Province, del Comune di Sassari, di ANCI Sardegna, dei Consorzi industriali CACIP e CIPNES, oltre a CONAI e COREPLA.
Più spazi per lo stoccaggio dei materiali
Dopo il primo confronto del 12 agosto, l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi ha condiviso con gli enti coinvolti la necessità di accelerare l’individuazione di nuove aree dove poter stoccare la plastica raccolta.
Finora, anche grazie al contributo della Regione, sono stati individuati spazi aggiuntivi con una capacità complessiva di circa 2.400 tonnellate.
Parallelamente, COREPLA ha programmato il trasferimento di materiale verso il continente e verso destinazioni estere, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sugli impianti presenti nell’Isola.
La richiesta di interventi oltre l’emergenza
Per l’assessora Laconi, però, le soluzioni temporanee non sono sufficienti.
“Occorre andare oltre le soluzioni legate alla sola emergenza”, ha sottolineato, chiedendo a COREPLA interventi strutturali che tengano conto delle caratteristiche specifiche della Sardegna.
Tra gli elementi evidenziati dalla Regione c’è il peso dell’insularità, che comporta maggiori difficoltà logistiche e costi aggiuntivi nella gestione e nel trasferimento dei materiali.
L’obiettivo è quindi costruire un sistema più stabile, capace di garantire continuità alla filiera della plastica e ridurre il rischio di nuove criticità.
Un nuovo centro di selezione nel Sud Sardegna
Una prospettiva considerata particolarmente importante riguarda il territorio del Sud Sardegna.
Il CACIP sta infatti lavorando alla realizzazione di un nuovo centro di selezione, che potrebbe entrare in funzione entro il mese di ottobre.
La nuova struttura potrebbe rafforzare la capacità regionale di gestione della plastica, contribuendo a migliorare l’organizzazione della filiera e a ridurre le difficoltà dell’area meridionale dell’Isola.
Il confronto arriva a livello nazionale
La questione sarà presto affrontata anche in sede nazionale, all’interno della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni.
In quella sede sarà fatto il punto sulle misure da adottare alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Un passaggio che potrebbe contribuire a individuare strategie condivise per affrontare le difficoltà legate alla gestione dei rifiuti plastici nelle regioni insulari.
Collaborazione tra enti
Durante il tavolo, ANCI Sardegna ha confermato la propria disponibilità a collaborare con Regione, Province e Comuni per prevenire disagi nei territori.
Al termine dell’incontro, l’assessora Laconi ha chiesto ai soggetti coinvolti un rapido aggiornamento sugli impegni assunti e sulle azioni previste.
La Regione punta quindi a trasformare una fase di criticità in un’occasione per rafforzare il sistema, con interventi dedicati non solo alla gestione immediata delle difficoltà, ma anche alla costruzione di una filiera più efficiente e organizzata.
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