Il 5,29% di quanto le famiglie sarde riesce a guadagnare non viene assorbito dai consumi finali. E’ la percentuale della cosiddetta propensione al risparmio, in una regione che risulta terzultima in Italia per il risparmio pro capite, dopo Calabria e Sicilia.
In pratica, del reddito lordo annuale, mediamente un residente in Sardegna riesce a mettere da parte appena poco più del 5%. Ciò che resta dopo aver pagato l’affitto o il mutuo, le spese per la casa, l’auto, l’acquisto di generi alimentari e tutto il resto che serve per vivere. Una condizione che risulta peggiore soltanto in Sicilia.
Secondo i dati dell’analisi di Unioncamere e del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, la propensione al risparmio in Italia è salita dal 7,55% del 2019 all’8,28% del 2024. Il Nord arriva al 9,73%, il Centro al 7,28%, il Sud e Isole al 6,08%. Una maggiore propensione al risparmio, in alcune aree italiane, viene favorita dal ricorso ai servizi digitali, che consentono di limitare le spese.
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