Telecomunicazioni, la protesta dei lavoratori

Il segretario generale della Uilcom Sardegna Tonino Ortega: i lavoratori attendono da oltre due anni il rinnovo del contratto collettivo

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Sciopero delle prestazioni straordinarie e accessorie dal 2 al 31 marzo, giornata, quest’ultima, nella quale ci sarà la completa astensione dal lavoro. E’ stato proclamato dai sindacati del settore delle comunicazioni, che chiedono il rinnovo del contratto collettivo di settore, scaduto il 31 dicembre 2022.

Nonostante i progressi raggiunti sulla parte normativa, il negoziato si è infatti arenato a causa della mancata intesa sugli aspetti economici. In particolare, i sindacati denunciano l’atteggiamento dilatorio di Asstel, l’associazione datoriale del settore, che avrebbe impedito di trovare un accordo soddisfacente per i lavoratori.

“Le lavoratrici e i lavoratori delle telecomunicazioni attendono da oltre due anni il rinnovo del contratto collettivo – dichiara il segretario generale della Uilcom Sardegna Tonino Ortega -. Dopo un periodo caratterizzato da inflazione e perdita di potere d’acquisto, la Uilcom ribadisce che un aumento salariale equo non è più procrastinabile”.

“Il settore delle telecomunicazioni attraversa una fase di profonda incertezza – spiega ancora Ortega – segnata da fusioni, scorpori e riorganizzazioni che si susseguono da mesi. Emblematico è stato il rinvio del tavolo politico di confronto, inizialmente previsto per il 12 febbraio e poi ridotto a un incontro tecnico, che non ha prodotto risposte concrete alle richieste sindacali. Uilcom-Uil critica la posizione di Asstel, che subordina il rinnovo contrattuale agli interventi normativi e regolatori nel settore TLC”. Secondo il sindacalista, questo approccio rischia di penalizzare ulteriormente i lavoratori, già colpiti da un mercato deregolamentato, dalla riduzione dei ricavi aziendali e da una concorrenza basata esclusivamente sul ribasso delle tariffe. “Negli ultimi anni, infatti, la mancanza di politiche industriali adeguate ha compromesso gli investimenti e la stabilità occupazionale del settore – conclude Ortega -. La mobilitazione annunciata punta a sollecitare una risposta concreta da parte delle istituzioni e delle aziende del settore per garantire un accordo che tuteli i diritti e la dignità dei lavoratori”.

Redazione

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