Dopo oltre quattro mesi sulla spiaggia della Prima Fermata del Poetto, si è conclusa la vicenda della Nydia, l’imbarcazione a vela lunga circa 12 metri finita sull’arenile a causa della mareggiata del 6 marzo scorso. Il relitto è stato rimosso definitivamente il 9 luglio, ma il caso è approdato anche in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Stefania Loi.
Al centro della discussione i tempi necessari per la rimozione della barca, rimasta per mesi in uno dei punti più frequentati del litorale cittadino. La consigliera ha chiesto chiarimenti sull’iter seguito dall’amministrazione, sui costi sostenuti e sui possibili rischi ambientali, evidenziando il rischio di un danno d’immagine per la città durante la stagione turistica.
A ricostruire le tappe dell’intervento è stata l’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi. Secondo quanto spiegato, il Comune è stato costretto ad agire in via sostitutiva a causa dell’inerzia dei soggetti privati coinvolti, nel rispetto della normativa vigente.
Nei giorni successivi all’arenamento sono intervenuti vigili del fuoco e Capitaneria di porto, che hanno escluso qualsiasi rischio di sversamento. Il carburante presente a bordo era infatti contenuto in un serbatoio rimasto integro.
La Capitaneria ha quindi diffidato il comandante dell’imbarcazione, Mathias H.L., a provvedere alla rimozione. Di fronte al mancato intervento, il Comune ha emesso un’ordinanza di sgombero e, dopo la certificazione dell’inottemperanza da parte della polizia locale, ha avviato la procedura per l’intervento sostitutivo.
A maggio il servizio è stato affidato alla Lai Srl, mentre a fine mese sono stati effettuati campionamenti della sabbia presente nello scafo. Le analisi, concluse a giugno, hanno confermato l’assenza di contaminazioni da idrocarburi.
L’ultimo passaggio ha riguardato le autorizzazioni necessarie per il transito dei mezzi pesanti sull’arenile. Ottenuto il via libera della Regione il 24 giugno, i lavori sono iniziati due giorni dopo. Le operazioni si sono protratte per diversi giorni a causa della grande quantità di sabbia accumulata all’interno dell’imbarcazione.
Il 9 luglio il relitto è stato infine trasferito in un impianto autorizzato per lo smaltimento, chiudendo una vicenda che aveva attirato l’attenzione di cittadini e turisti.
Per la rimozione sono stati spesi 29.280 euro lordi. L’amministrazione comunale ha precisato che la somma, anticipata dal Comune per consentire l’intervento, sarà recuperata attraverso un’azione di rivalsa nei confronti del comandante dell’imbarcazione.
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