Assunzioni con fondi vincolati ma impieghi fuori contesto, trasferimenti sospetti, comandi anomali e nomine dal retrogusto politico: è un quadro allarmante quello che emerge da una dettagliata denuncia interna all’ASPAL, l’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro. Cinque dipendenti – Tommaso Ditel, Annamaria Manca, Claudio Puddu, Maria Elena Sanna e Riccardo Asunis – hanno deciso di firmare e inviare la segnalazione, sollecitando un intervento urgente da parte del Ministero del Lavoro e degli organismi di vigilanza.
Il fulcro della denuncia riguarda l’impiego improprio del personale assunto con risorse statali vincolate al potenziamento dei Centri per l’Impiego (CPI). A partire dal 2020, ASPAL avrebbe infatti utilizzato i fondi previsti dal Piano straordinario nazionale per l’assunzione di decine di dipendenti formalmente destinati al rafforzamento dei CPI, ma impiegati stabilmente in settori interni e perfino esterni all’Agenzia, senza alcun legame operativo con le attività per cui erano stati finanziati.
Personale “fantasma” nei CPI e fondi statali a rischio
Secondo quanto segnalato, molti dipendenti risulterebbero “formalmente assegnati ai Centri per l’Impiego”, ma in realtà lavorerebbero a tempo pieno in uffici centrali dell’Agenzia, come Risorse Umane, Servizio Giuridico, Sicurezza, Direzione Generale, o addirittura presso assessorati regionali. In questo modo, non solo i CPI verrebbero svuotati del personale operativo, ma le rendicontazioni trimestrali inviate al Ministero – necessarie per giustificare l’utilizzo dei fondi – potrebbero non corrispondere alla realtà, con il rischio di configurare un uso fraudolento delle risorse pubbliche.
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