Emergenza nelle carceri sarde, la Garante: «Istituti illegali, sono i nuovi manicomi»

Uno dei problemi principali è la cronica carenza di agenti di Polizia Penitenziaria

carcere

La Garante regionale dei detenuti ha lanciato un nuovo allarme riguardante le carceri in Sardegna, presentando un’indagine sullo stato delle strutture nel 2023. L’emergenza è evidente, con una situazione che descrive come “al limite della legalità” e che trasforma gli istituti di pena in “nuovi manicomi”.

Uno dei problemi principali è la cronica carenza di agenti di Polizia Penitenziaria, aggravata dall’assenza di personale medico qualificato, tra cui psicologi e psichiatri. A Uta, l’80% dei reclusi è in terapia farmacologica, il 33% è tossicodipendente e il 5% soffre di patologie psichiatriche. “Molte di queste persone dovrebbero essere curate in centri specializzati che non esistono,” ha dichiarato la Garante Irene Testa.

Il sovraffollamento è una delle criticità maggiori. A Uta, il sovraffollamento ha raggiunto il 107%, mentre a Sassari e Tempio si attesta al 104%. Questa situazione rende ancora più difficile gestire i percorsi di recupero per i detenuti.

Le strutture carcerarie sarde risultano inadeguate a gestire le esigenze dei detenuti, creando una condizione che, secondo la Garante, viola i diritti umani fondamentali. “Una situazione al limite della legalità che viola lo stato di diritto,” ha affermato Irene Testa.

La relazione della Garante mette in luce un sistema carcerario in crisi, incapace di fornire le cure e il supporto necessari ai detenuti. Le problematiche legate alla mancanza di personale e al sovraffollamento sono emblematiche di un sistema che necessita di una riforma urgente per rispettare i diritti dei detenuti e garantire condizioni di detenzione umane e dignitose.

Le parole della Garante sottolineano l’urgenza di interventi strutturali, sia a livello di personale che di infrastrutture, per migliorare le condizioni delle carceri e promuovere un approccio più umano e riabilitativo. Senza queste riforme, le carceri sarde continueranno a essere un simbolo di inefficienza e di violazione dei diritti.

Redazione

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