Sequestrato stabilimento balneare abusivo a Chia: 535 mq restituiti alla collettività

La Guardia Costiera di Cagliari ha scoperto e smantellato una struttura priva di autorizzazioni, denunciando il gestore e liberando un'ampia porzione di litorale

Una vasta operazione condotta dalla Guardia Costiera di Cagliari ha portato, nella giornata di ieri, alla scoperta di un’occupazione abusiva lungo il litorale di Chia, nel sud della Sardegna. Durante i controlli, il personale militare ha riscontrato che una società di gestione balneare utilizzava un’area demaniale marittima di oltre 500 metri quadrati senza alcun tipo di concessione o autorizzazione, violando così la normativa vigente.

L’intervento immediato delle autorità ha determinato il sequestro e la rimozione di numerose attrezzature da spiaggia, tra cui oltre 30 ombrelloni, 60 lettini, 30 tavolini, una torretta di salvataggio, una struttura in legno e altri materiali installati sull’arenile. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro giudiziario.

A seguito della scoperta, il legale rappresentante della società è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per occupazione arbitraria di suolo demaniale, in violazione dell’articolo 1161 del Codice della navigazione. La norma prevede sanzioni penali per chi utilizza spazi del demanio marittimo senza i dovuti titoli autorizzativi.

L’intervento ha avuto un impatto immediato e concreto: un’area di circa 535 metri quadrati è stata restituita alla libera fruizione dei cittadini e dei turisti, garantendo l’accesso pubblico e il rispetto delle norme sul demanio costiero. L’operazione, condotta con rigore e rapidità, si inserisce in un più ampio programma di controlli estivi volti a tutelare il patrimonio ambientale e il libero utilizzo delle spiagge.

Nel frattempo, sono ancora in corso ulteriori verifiche documentali da parte degli inquirenti, per accertare la posizione giuridica dei soggetti coinvolti. Non si esclude che possano emergere ulteriori responsabilità e che vengano applicate sanzioni amministrative a carico della società o di eventuali altri soggetti.

Questo episodio rappresenta un esempio concreto dell’impegno delle autorità nel contrastare fenomeni di abuso del demanio marittimo, a tutela dell’ambiente, del turismo sostenibile e del principio di equità nell’uso dei beni pubblici.

Redazione

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