Una situazione sempre più insostenibile quella all’ARNAS Brotzu di Cagliari, dove la USB Sanità ha deciso di congelare le relazioni sindacali con l’amministrazione. La decisione, annunciata durante una conferenza stampa, arriva dopo settimane di confronti ritenuti inutili e lontani dalle reali necessità dei lavoratori e dei pazienti.
Il motivo del congelamento delle relazioni sindacali
Secondo Gianfranco Angioni, Responsabile aziendale USB Sanità, e componente della RSU, la scelta di sospendere il dialogo con la direzione sanitaria non è stata presa alla leggera. “Oggi abbiamo deciso di fermarci”, ha dichiarato Angioni, “perché il confronto è diventato una messinscena ripetitiva, utile forse a produrre verbali, ma del tutto inefficace rispetto alle condizioni reali dei lavoratori e del polo sanitario più importante della Sardegna”.
Il cuore del conflitto riguarda la continua riscrittura del regolamento sugli incentivi tecnici, nonostante la materia sia già disciplinata da strumenti vigenti. Angioni ha accusato la Direzione di concentrarsi su modifiche normative, mentre “gli incentivi non risultano ancora completamente corrisposti e non esiste alcuna chiarezza su dove siano finite o come vengano gestite le risorse”. A suo avviso, “la priorità sembra essere la produzione normativa, non il funzionamento della sanità”.
Una contrattazione economica bloccata e senza trasparenza
Sul fronte economico e contrattuale, la situazione viene definita da USB Sanità come “ferma e opaca”. Angioni ha ribadito che “la contrattazione è bloccata da tempo”, con progressioni economiche che ormai sembrano un miraggio e il buono pasto che è scomparso dal tavolo di confronto. “Sui fondi del salario accessorio regna una totale mancanza di trasparenza”, ha aggiunto, chiedendo chiarezza su numeri certi e una volontà concreta di risolvere le problematiche.
Le gravi criticità assistenziali
Durante l’incontro con il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo, il sindacato ha denunciato le criticità assistenziali nei reparti, ma la risposta del Direttore Sanitario è stata tutt’altro che soddisfacente. “Ci è stato risposto che non erano all’ordine del giorno”, ha lamentato Angioni, “come se la realtà del pronto soccorso, dei reparti, delle sale operatorie e dei vari servizi potesse essere selezionata e discussa solo su prenotazione”. Questo tipo di approccio, ha sottolineato, è ormai “difficilmente sostenibile”.
La figura del Direttore Amministrativo in discussione
Inoltre, la figura del Direttore Amministrativo è stata messa in discussione, non solo dai lavoratori ma anche dalla politica locale, per una serie di legittimità problematiche. “Rimane da chiarire il ruolo del Direttore Amministrativo”, ha detto Angioni, riferendosi alle difficoltà riscontrate nella gestione operativa.
Una sospensione, non una rottura definitiva
La USB Sanità ha chiarito che il congelamento delle relazioni sindacali non deve essere interpretato come una rottura definitiva, ma come una “sospensione sindacale e organizzativa del confronto”. “Quando il confronto si riduce a un esercizio di pura forma”, ha concluso Angioni, “la sostanza dei problemi inevitabilmente si sposta fuori dai tavoli e resta interamente sulle spalle dei lavoratori e dei servizi”.
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