Una vasta operazione di controllo condotta dai Carabinieri nelle campagne del Sulcis ha portato alla scoperta di gravi irregolarità ambientali e violazioni delle norme sul lavoro all’interno di un’area agricola nel territorio di Masainas. L’intervento, mirato al contrasto dei reati ambientali e dello sfruttamento dei lavoratori nel comparto agricolo, ha coinvolto diversi reparti dell’Arma.
In campo sono scesi i militari delle stazioni di Giba, Nuxis, Santadi e Teulada, affiancati dai reparti specializzati del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari, con il supporto aereo dell’11° Nucleo Elicotteri di Elmas. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sui terreni di una società agricola situata in una zona rurale di Masainas, gestita di fatto da un imprenditore agricolo di 53 anni.
Durante i controlli i carabinieri hanno scoperto una situazione definita dagli stessi militari di forte degrado ambientale e diffusa illegalità. Il primo elemento emerso riguarda un allaccio abusivo alla rete elettrica, di cui l’uomo stava usufruendo al momento dell’ispezione.
Le verifiche successive hanno portato alla luce ulteriori irregolarità. All’interno dell’area agricola è stato infatti individuato un motocoltivatore risultato rubato, appartenente a un altro imprenditore agricolo della zona. Il mezzo è stato sequestrato nell’ambito delle indagini.
L’aspetto più grave emerso nel corso dell’operazione riguarda però la situazione ambientale dell’area. Gli accertamenti hanno evidenziato come i terreni fossero stati trasformati in una discarica abusiva di grandi dimensioni, con la presenza diffusa di rifiuti speciali e pericolosi.
Tra i materiali rinvenuti dai militari figurano decine di carcasse di veicoli, circa sessanta secondo le prime stime, oltre ad altri scarti accumulati senza alcuna autorizzazione. L’area presentava inoltre tracce di combustione illecita di rifiuti, pratica vietata che comporta gravi rischi ambientali e sanitari.
Le contestazioni mosse all’imprenditore sono numerose e particolarmente pesanti. I carabinieri hanno infatti rilevato l’apertura di scarichi fognari non autorizzati, la gestione illecita di rifiuti, la realizzazione di una discarica abusiva e l’esercizio non autorizzato di attività di autodemolizione, oltre alla combustione illegale di scarti.
Parallelamente sono emerse irregolarità anche sul fronte della tutela dei lavoratori. Gli ispettori del lavoro intervenuti durante l’operazione hanno accertato la presenza di due operai impiegati completamente in nero, che stavano lavorando all’interno delle serre presenti nella proprietà.
Per questa violazione è stata applicata una sanzione amministrativa superiore agli ottomila euro. Nel corso delle verifiche è stata inoltre contestata l’installazione di un sistema di videosorveglianza privo delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, ulteriore irregolarità rilevata durante i controlli.
Al termine delle operazioni i carabinieri hanno disposto il sequestro preventivo dell’intera area agricola, insieme ai materiali e alle strutture ritenute illecite. Il provvedimento è stato adottato per impedire la prosecuzione delle attività illegali e consentire ulteriori accertamenti investigativi.
L’operazione rientra nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali e allo sfruttamento del lavoro nel settore agricolo, fenomeni che rappresentano una delle principali criticità nelle aree rurali. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio tutte le responsabilità e verificare l’eventuale presenza di ulteriori violazioni.
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