Emanuele Ragnedda, l’imprenditore accusato dell’omicidio di Cinzia Pinna, è stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. L’uomo, detenuto nel carcere di Bancali, sarebbe stato trovato dagli agenti di polizia penitenziaria a terra nella sua cella, con segni sul collo, dopo aver compiuto gesti di autolesionismo che fanno ipotizzare un tentativo di togliersi la vita.
Secondo quanto trapelato da fonti vicine all’istituto penitenziario, le sue condizioni avrebbero reso necessario il trasferimento immediato in ospedale, dove è attualmente piantonato e sottoposto a osservazione da parte del personale medico.
Ragnedda, che questa mattina avrebbe dovuto incontrare il suo legale Luca Montella, non ha potuto presenziare al colloquio. L’avvocato, contattato dai giornalisti, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, preferendo mantenere il riserbo in attesa di ulteriori sviluppi.
L’imprenditore è accusato dell’omicidio di Cinzia Pinna, la donna uccisa nelle scorse settimane in un caso che ha sconvolto la comunità del Nord Sardegna. La vicenda, ancora al centro delle indagini, è seguita con attenzione dagli inquirenti e dalla Procura, che ha disposto accertamenti tecnici e psicologici sull’uomo.
Il gesto autolesionista compiuto in carcere apre ora nuovi interrogativi sulle sue condizioni psichiche e sul suo stato di salute mentale. Fonti sanitarie confermano che Ragnedda resta sotto costante monitoraggio, mentre le autorità penitenziarie hanno rafforzato le misure di sicurezza per prevenire ulteriori episodi simili.
Il caso resta di estrema delicatezza, sia per la gravità delle accuse che per le condizioni dell’indagato, attualmente in cura presso la struttura ospedaliera sassarese.
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