Ancora violenza e pericolo nel carcere di Uta, dove si è verificato un grave episodio che ha messo a rischio la vita di detenuti e agenti. A denunciarlo è la UIL Polizia Penitenziaria della Sardegna, che ha reso noto quanto accaduto: un detenuto ha appiccato un incendio nella propria cella, barricandosi successivamente nel bagno e aggredendo brutalmente gli agenti intervenuti per salvarlo.
L’uomo, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, ha dato fuoco agli arredi interni della cella, causando un denso fumo che ha rapidamente invaso l’intera sezione detentiva. Dopo l’allarme, gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti con tempestività, sfondando la porta del bagno dove il detenuto si era rifugiato, ma l’intervento si è trasformato in una vera e propria colluttazione.
Cinque agenti coinvolti, uno in gravi condizioni
Durante il salvataggio, il detenuto ha reagito con violenza, colpendo gli operatori con calci e pugni. Uno degli agenti ha riportato un grave infortunio al braccio, con rottura del muscolo e possibile necessità di un intervento chirurgico ai legamenti. La prognosi è di almeno 30 giorni. L’agente è stato trasportato d’urgenza in ospedale.
Altri quattro agenti hanno riportato intossicazioni da fumo e contusioni, a causa dei colpi ricevuti e dell’inalazione dei fumi tossici sviluppatisi nell’incendio. Anche loro sono stati condotti in ospedale per le necessarie cure e accertamenti.
La UIL: “Situazione esplosiva e insostenibile”
L’episodio riaccende i riflettori sulla difficile situazione nelle carceri sarde, con particolare riferimento al sovraffollamento, alla carenza di personale e alla gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche o comportamentali. La UIL Polizia Penitenziaria denuncia una situazione diventata ormai insostenibile, che mette a rischio la sicurezza e la salute del personale ogni giorno.
Il sindacato chiede un intervento urgente del Ministero della Giustizia, con un piano straordinario per la tutela del personale e la revisione delle condizioni di sicurezza all’interno delle strutture penitenziarie dell’Isola.
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