Assoluzione dall’accusa di peculato e prescrizione per tutte le altre imputazioni. Si è concluso così, davanti ai giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari, il processo a carico di Ignazio Virgilio Corgiolu, 51 anni, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta uscita irregolare di centinaia di migliaia di euro dalle casse della Marina militare tra il 2011 e il 2014.
Il procedimento riguardava presunti pagamenti per lavori di manutenzione, pulizia, tinteggiatura, smontaggi e servizi antincendio che, secondo l’accusa, non sarebbero stati eseguiti o lo sarebbero stati solo in parte, nonostante fossero liquidati quasi per intero. L’ammontare complessivo contestato era di circa 415mila euro.
Già in precedenza, a Roma, la procura militare aveva chiesto l’archiviazione per alcuni ufficiali, e tutti gli indagati – compreso il responsabile del servizio amministrativo dell’ente e il titolare della società appaltatrice – erano stati prosciolti. L’unico rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare era rimasto Corgiolu, all’epoca capo della gestione patrimoniale del Commissariato della Marina militare in Sardegna.
Il pubblico ministero Enrico Lussu aveva sostenuto che i dirigenti avessero dato per completati lavori mai eseguiti, generando pagamenti indebiti. Tuttavia, al termine del dibattimento, il collegio presieduto dal giudice Giorgio Cannas ha pronunciato ieri la sentenza di assoluzione per peculato, dichiarando invece prescritti gli altri capi d’imputazione.
A difendere l’imputato in aula è stato l’avvocato Marco Lisu, che ha accolto con soddisfazione l’esito del processo.
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