Maxi piantagione di marijuana scoperta a Fonni: due arresti in flagranza

Sequestrate 4500 piante pronte per la raccolta: il valore stimato della droga è di centinaia di migliaia di euro

polizia droga

Una vasta piantagione di marijuana è stata scoperta nelle campagne di Fonni, dove due giovani, identificati con le iniziali L. C. e G. C., sono stati arrestati in flagranza di reato mentre erano intenti a lavorare tra le piante. L’intervento è stato portato a termine dalla Squadra Mobile della Questura di Nuoro, in collaborazione con il Commissariato di Gavoi, dopo un’articolata attività investigativa e giorni di appostamenti nella zona.

Il blitz è scattato nella giornata di sabato in un terreno impervio e difficilmente accessibile, dove gli agenti hanno rinvenuto ben 4500 piante di canapa indiana in piena fioritura, pronte per essere raccolte. I due arrestati sono stati sorpresi mentre tagliavano le infiorescenze e le sistemavano per l’essiccazione, fase preliminare alla commercializzazione della sostanza.

Le analisi di laboratorio hanno rilevato una concentrazione di THC superiore al 2%, un valore ben al di sopra del limite legale, che conferma la destinazione della sostanza al mercato dello spaccio. Secondo le stime fornite dagli inquirenti, la marijuana prodotta avrebbe potuto fruttare diverse centinaia di migliaia di euro, con una resa complessiva pari a circa mezzo quintale di sostanza stupefacente.

I due giovani, entrambi difesi dall’avvocato Marco Lisu, sono stati posti agli arresti domiciliari su disposizione del Gip. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Nuoro, con la titolare del fascicolo, il pubblico ministero Martina Varagnolo, che ha disposto l’immediato interrogatorio di garanzia, tenutosi questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari.

La scoperta della coltivazione rappresenta uno dei più ingenti sequestri di droga degli ultimi mesi nel territorio nuorese, confermando l’attenzione investigativa delle forze dell’ordine verso il contrasto alla produzione di stupefacenti in aree rurali e difficilmente monitorabili.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, il terreno era stato attrezzato con sistemi rudimentali di irrigazione e strumenti utili alla lavorazione della droga, segno evidente di una coltivazione ben organizzata e destinata a un canale di distribuzione strutturato.

Redazione

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