La decisione della Corte costituzionale sui decreti VIA relativi ad alcuni impianti agrivoltaici in Sardegna riapre il confronto tra Stato e Regione sul governo della transizione energetica e sul rispetto delle competenze legislative.
Al centro della vicenda, i provvedimenti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica che, secondo la Consulta, sono stati adottati senza tenere conto della legge regionale sarda n. 20 del 2024, dedicata all’individuazione delle aree idonee e non idonee per gli impianti da fonti rinnovabili.
La pronuncia ribadisce un principio giuridico centrale: le norme regionali restano pienamente efficaci fino a quando non siano dichiarate incostituzionali dalla Corte, e non possono essere disapplicate in via amministrativa.
Le reazioni della presidente Todde
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha commentato duramente la decisione, sottolineando il valore del pronunciamento per l’autonomia regionale.
I decreti ministeriali “erano stati adottati ignorando la nostra legge regionale sulle aree idonee e non idonee” e il giudizio che la Consulta afferma è netto: “Finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla. Non può aggirarla”.
Todde ha poi allargato il ragionamento al modello di sviluppo energetico dell’Isola, evidenziando la necessità di una transizione condivisa: “La transizione energetica va fatta insieme ai territori e alle comunità” osserva Todde. “Con regole chiare, rispetto del suolo e del paesaggio, tutela delle aree agricole. Deve ridurre le bollette, creare sviluppo, portare vantaggi reali a famiglie e imprese”. Todde ribadisce che la Sardegna farà la sua parte sulle rinnovabili, ma “non accetterà alcuna imposizione”.
Il punto dell’assessore
Sulla stessa linea anche l’assessore agli Enti locali e Urbanistica Francesco Spanedda, che ha parlato di chiarimento istituzionale sul piano delle competenze. La sentenza “rappresenta un importante punto di chiarezza per l’Autonomia della Sardegna: la Consulta ha ribadito che le leggi regionali devono essere pienamente rispettate e applicate da ogni amministrazione dello Stato finché non intervenga un giudizio di legittimità costituzionale”.
Spanedda ha poi richiamato il contenuto tecnico della vicenda amministrativa: “Con questa sentenza non solo sono confermate ulteriormente l’efficacia e la vigenza della L.R. 20, per quanto modificata dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma viene ripristinato il corretto ordine delle competenze: lo Stato non può agire in via amministrativa ignorando la normativa vigente della Regione”.
Infine, una lettura politica della sentenza nel contesto della transizione energetica. La pronuncia, sottolinea l’esponente della Giunta, non andrebbe letta come “un freno allo sviluppo delle energie rinnovabili”, ma piuttosto come “la conferma che tale sviluppo deve avvenire all’interno di una cornice di legalità e di rispetto per le prerogative di pianificazione del territorio della Sardegna”.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.