Viale Marconi, condominio senza acqua da due anni: i residenti si rivolgono alla Procura

Gli inquilini di viale Marconi 33 vivono un'emergenza idrica da due anni. Abbanoa respinge le responsabilità, ma i residenti annunciano azioni legali

acqua

Da due anni, gli abitanti della palazzina di viale Marconi 33 affrontano gravi problemi di approvvigionamento idrico. Nei piani più alti, l’acqua arriva con pressione bassissima, rendendo impossibili le attività quotidiane, come lavarsi, usare lavatrici e lavastoviglie. La situazione, ormai insostenibile, ha spinto i condomini a rivolgersi a un avvocato per chiedere un intervento urgente e trasmettere la documentazione alla Procura.

Lo scontro tra i residenti e Abbanoa

Secondo l’amministratrice del condominio, Abbanoa ritiene che il problema sia di natura condominiale e non dipenda dalla rete idrica pubblica. Per risolvere la situazione, i residenti hanno già speso 10.000 euro per la sostituzione del piantone, come richiesto dalla società idrica. Ora viene chiesto un ulteriore intervento: lo spostamento dei contatori, un’operazione che costerebbe altri 5.000 euro, oltre all’allaccio alla condotta di via Pacioli.

Di fronte a queste richieste, i condomini hanno deciso di intraprendere un’azione legale, ritenendo insostenibili sia i costi che i tempi di attesa.

La posizione di Abbanoa

Dal canto suo, Abbanoa esclude problemi alla rete idrica pubblica. I vertici della società hanno dichiarato che i controlli effettuati nei punti di consegna – dove termina la gestione pubblica – hanno rilevato pressioni adeguate. Secondo l’azienda, le criticità sarebbero legate a tubature interne non gestite direttamente, alla strada chiusa di via Lagrange e al piazzale di viale Marconi 33.

Inoltre, un problema simile sarebbe stato riscontrato anche in un altro edificio, il condominio di via Paruta, dove le verifiche avrebbero evidenziato guasti all’impianto interno.

La richiesta dei residenti: soluzioni immediate

Nonostante le verifiche di Abbanoa, per i residenti di viale Marconi 33 il problema rimane irrisolto e il disagio quotidiano sempre più pesante. L’assenza di soluzioni rapide ha spinto i condomini a passare alle vie legali, chiedendo alla Procura di verificare le responsabilità e sollecitare un intervento.

La battaglia per l’acqua, un bene essenziale, si trasforma così in una controversia legale che potrebbe richiedere tempi lunghi. Intanto, per chi abita ai piani alti della palazzina, anche le azioni più semplici restano una sfida quotidiana.

Redazione

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