Cagliari, Colle di Sant’Ignazio: protesta contro il parco fotovoltaico. Scontro tra Regione e Difesa

Il progetto su 37 ettari nel cuore di Cagliari accende lo scontro politico e mobilita cittadini e associazioni

Si accende lo scontro politico e civile a Cagliari contro l’ipotesi di realizzazione di un maxi parco fotovoltaico da 37 ettari sul colle di Sant’Ignazio, nel quartiere di Sant’Elia. Il progetto, inserito nel programma nazionale “Energia 5.0”, promosso dall’Agenzia Difesa Servizi per la riconversione delle aree militari dismesse, ha provocato una vera e propria rivolta trasversale, coinvolgendo istituzioni regionali, forze politiche e cittadini.

La prima denuncia pubblica è arrivata dall’ex presidente della Regione Mauro Pili, che ha parlato di “blitz contro la Sardegna”, denunciando un attacco al paesaggio urbano e all’identità storica della città. Secondo Pili, l’iniziativa rappresenterebbe una svendita del territorio a interessi privati, mascherata da intervento green.

A prendere posizione con forza è stato anche il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, che ha scritto al ministro della Difesa Guido Crosetto per chiedere il ritiro immediato dell’area di Sant’Ignazio dall’elenco dei beni demaniali messi a gara. Comandini ha citato l’articolo 14 dello Statuto speciale della Sardegna, che prevede il trasferimento alla Regione di tutti i beni statali non più utilizzati per scopi originari, evidenziando che il colle di Sant’Ignazio dovrebbe già essere sotto gestione regionale in base agli accordi Stato-Regione siglati nel 2008 e riconfermati nel 2017.

La vicenda ha assunto una dimensione istituzionale ampia: il Consiglio regionale ha approvato una mozione contraria al progetto, mentre l’assessore regionale Spanedda ha formalizzato la posizione della Giunta, ribadendo che la Regione non intende cedere su un bene che fa parte del proprio patrimonio identitario.

Anche il senatore del Partito Democratico Marco Meloni ha espresso forte dissenso, definendo il progetto una “violazione delle prerogative autonomistiche” e denunciando il mancato rispetto degli accordi formali sottoscritti dallo Stato con la Regione Sardegna.

Ma la protesta non si limita alle istituzioni. Per domani è previsto un sit-in di cittadini e associazioni locali davanti al colle di Sant’Ignazio, simbolo di un patrimonio storico e naturalistico che in molti ritengono debba essere preservato e restituito alla comunità, anziché trasformato in una distesa di pannelli fotovoltaici. Il fronte del “no” annuncia inoltre nuove mobilitazioni per difendere l’area e chiedere il rispetto degli impegni presi dallo Stato.

Il caso solleva ancora una volta la questione irrisolta della gestione del territorio in Sardegna, dove spesso lo Stato mantiene la titolarità su aree militari dismesse, nonostante gli accordi previsti dall’autonomia speciale. Per i promotori della protesta, l’energia rinnovabile non può diventare un pretesto per l’esproprio delle terre pubbliche, soprattutto in contesti urbani fragili e a forte valenza simbolica.

Redazione

Seguici su

Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Rafforzare la cultura della prevenzione e favorire una maggiore adesione ai programmi di screening mammografico....

La nuova fase della Programmazione Territoriale della regione Sardegna punta sulle aree interne: 20 milioni...
Il Bastione di Saint Remy si illumina di arancione per la campagna “Accendi d’oro, accendi...
Visita istituzionale a Palazzo Bacaredda per il rappresentante diplomatico dell’Ucraina in Italia. Al centro dell’incontro...

Un pomeriggio per fare movimento, conoscere nuove discipline e scoprire il valore del volontariato. Sabato...

La Settimana Europea della Mobilità 2026 entra nel vivo a Cagliari con una giornata di...

Altre notizie