L’arte che unisce: a Sant’Elia la mostra “Mappe del possibile”

A Cagliari, la mostra “Mappe del possibile” al Centro di Quartiere di Sant’Elia celebra l’arte come veicolo di inclusione.

A Cagliari, nel cuore del quartiere Sant’Elia, l’arte diventa linguaggio di inclusione e solidarietà. La mostra “Mappe del possibile”, ospitata presso il Centro di Quartiere di via Schiavazzi (ex asilo), resterà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2025, con orari di visita dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 (chiuso domenica 9). L’esposizione si propone come un viaggio tra creatività e relazioni umane, dove le opere esposte raccontano la capacità dell’arte di generare ascolto e connessioni tra le persone.

Il progetto nasce da ArteS – Spazio polivalente di Ascolto e Creatività, servizio del Comune di Cagliari gestito dal Centro sociale Panta Rei Sardegna coop. sociale, e si inserisce nell’ambito di “Anime sul filo”, un percorso dedicato al dialogo sociale e alla crescita condivisa. L’obiettivo è promuovere la partecipazione e valorizzare l’arte come strumento di inclusione, invitando la comunità a riflettere sul potere trasformativo della creatività.

L’inaugurazione, svoltasi il 3 novembre, ha già registrato un notevole interesse. Visitatori e visitatrici hanno espresso apprezzamento per l’impegno e la sensibilità degli autori, definiti “artesiani”, e degli operatori che hanno reso possibile l’iniziativa. Le opere esposte, realizzate con materiali diversi e tecniche miste, rappresentano una testimonianza concreta di come l’arte possa favorire l’empatia e la partecipazione collettiva.

La decisione dell’Amministrazione comunale di prolungare la durata della mostra conferma il successo dell’evento e la sua valenza sociale. “Mappe del possibile” non è solo un’esposizione artistica, ma un’esperienza di condivisione, un invito a riconoscere nell’arte uno spazio di incontro, ascolto e solidarietà.

L’iniziativa si distingue anche per il suo approccio inclusivo: ogni opera racconta un frammento di vita, una storia personale o collettiva, trasformando il percorso espositivo in una riflessione sul significato dell’essere comunità. L’arte, in questo contesto, diventa strumento di cura e consapevolezza, un mezzo per costruire legami e abbattere barriere.

Chi desidera scoprire questa esperienza potrà visitare la mostra fino al 13 novembre, con ingresso libero e orari flessibili. Un’occasione per comprendere come l’arte possa essere davvero una “mappa del possibile” verso un futuro più aperto, empatico e solidale.

Redazione

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