Pubblicato il bando per i Grandi Eventi Identitari della Sardegna

Pubblicato il bando 2026 per i Grandi Eventi Identitari della Sardegna: contributi fino a 250.000 euro per manifestazioni storiche.

È stato pubblicato il bando relativo al Cartellone dei Grandi Eventi Identitari (GEI), quarto dei tredici cartelloni che compongono il programma dei grandi eventi 2026 finanziato attraverso la Legge Regionale 7/1955. Un tassello strategico della programmazione turistica regionale, pensato per valorizzare le manifestazioni che rappresentano l’anima più autentica della Sardegna.

Possono presentare domanda, entro il 5 marzo, gli organismi pubblici, singoli o associati, che organizzano le dieci manifestazioni inserite nel registro regionale dei GEI, eventi di matrice religiosa o laica che custodiscono tradizione, identità e memoria collettiva. Tra questi figurano la Festa di Sant’Efisio, la Festa di San Francesco di Lula, la Festa del Redentore, la Festa di Sant’Antioco Martire, la Cavalcata Sarda, la Discesa dei Candelieri, la Festa di San Simplicio, la Ardia di Sedilo, la Sartiglia e la Corsa degli Scalzi di San Salvatore.

“Queste manifestazioni”, ha dichiarato l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, “rappresentano una base stabile di grandi avvenimenti territoriali con forte richiamo turistico, grazie alla loro antica tradizione, alla reputazione internazionale e al sostegno finanziario costante”. Eventi che attraversano l’intero calendario annuale e coinvolgono aree costiere e interne, creando una rete diffusa di attrattività.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti fino a un massimo del 50% delle spese ammissibili, con un tetto di 250.000 euro per ciascuna iniziativa. Inoltre, almeno il 20% del contributo concesso dovrà essere destinato ad azioni di promozione e comunicazione, elemento chiave per rafforzare la visibilità nazionale e internazionale degli eventi.

Il bando consolida così una strategia che intreccia tradizione, identità culturale e sviluppo turistico, trasformando le feste popolari in ambasciatrici della Sardegna nel mondo.

Redazione

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