Esplosione di via Brunelleschi, tutti assolti per la morte di Michelina Ena

La giudice di Tempio ha escluso responsabilità penali nel disastro avvenuto a Olbia nel 2015

zuncheddu sentenza

Non ci sono responsabilità penali per l’esplosione avvenuta il primo aprile 2015 in via Brunelleschi, a Olbia, costata la vita alla pensionata Michelina Ena. Il tribunale di Tempio Pausania ha assolto tutti gli imputati con la formula “perché il fatto non sussiste”, chiudendo così uno dei procedimenti giudiziari più delicati legati agli incidenti domestici causati da fughe di gas in Gallura.

La decisione è stata pronunciata dalla giudice Federica Lunari al termine del processo relativo al crollo dell’abitazione dell’anziana olbiese, che all’epoca aveva 84 anni. La donna rimase gravemente ferita nell’esplosione della propria casa e morì alcuni giorni dopo nel reparto Grandi ustionati di Sassari.

Secondo quanto ricostruito durante il procedimento, la tragedia si verificò nelle prime ore del mattino mentre Michelina Ena stava preparando la colazione. Una fuga di gas avrebbe saturato gli ambienti dell’abitazione e un possibile innesco elettrico avrebbe provocato la violenta esplosione, causando il collasso dell’edificio. L’anziana venne travolta da una parete crollata subito dopo la deflagrazione.

Tra gli imputati figuravano Paolo Guglielmi, legale rappresentante della Sarda Reti Gas, società che gestiva la rete urbana del gas a Olbia, Maria Teresa Dettori, titolare della Dmt, azienda installatrice dell’impianto dell’utenza domestica, e Gabriele Melino, tecnico incaricato della verifica dell’impianto. Assolto anche Fortunato Cangemi, per il quale tuttavia l’accusa non aveva richiesto condanna.

Nel corso del dibattimento il pubblico ministero aveva sostenuto la presenza di presunte anomalie nella rete e nell’impianto esterno del Gpl, ipotizzando che tali criticità potessero aver contribuito all’esplosione. Le difese hanno invece contestato questa ricostruzione, evidenziando l’eventualità di modifiche non corrette apportate alla parte interna dell’impianto domestico.

Le posizioni considerate più delicate erano quelle di Paolo Guglielmi e Maria Teresa Dettori, in relazione ai rispettivi ruoli nella gestione della rete di distribuzione e nell’installazione dell’impianto. Dopo anni di accertamenti tecnici, consulenze e udienze, il tribunale ha però escluso profili di responsabilità penale nei confronti di tutti gli imputati.

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Jacopo Merlini, Agostinangelo Marras, Sara Dettori, Carlo Selis, Stefano Deiana, Giovanni Azzena e Cesare Placanica.

Dopo la lettura della sentenza, il legale di parte civile Antonello Desini ha annunciato ulteriori valutazioni in attesa delle motivazioni depositate dal tribunale. “Attendiamo le motivazioni, all’esito valuteremo l’appello”, ha dichiarato l’avvocato.

La pronuncia del tribunale chiude dunque, almeno in primo grado, una vicenda giudiziaria che per oltre un decennio ha accompagnato il ricordo della tragedia avvenuta nel quartiere olbiese di via Brunelleschi, dove l’esplosione distrusse l’abitazione della pensionata provocandone il decesso dopo giorni di ricovero.

Redazione

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