Il Festival della Resilienza 2026 torna a Macomer con un programma interamente dedicato all’energia, organizzato dall’associazione culturale ProPositivo. La manifestazione prende il via con l’artista Andrea Gandini, noto interprete della Land Art contemporanea, che realizzerà una serie di opere: una alla Biblioteca Comunale e due sul Monte di Sant’Antonio, inaugurate il 13 giugno.
Secondo Gian Luca Atzori, fondatore di ProPositivo, la crisi energetica globale evidenzia l’importanza di comunità resilienti capaci di affrontare il cambiamento. «Non si tratta solo di transizione energetica, ma di rafforzare legami sociali e costruire alternative concrete», spiega. Questo concetto guiderà tutto il Festival, che combina arte, ambiente, musica, diritti umani, giornalismo, innovazione sociale e partecipazione civica.
Il cuore operativo della manifestazione è il centro giovani “La Veranda”, spazio di aggregazione e produzione culturale, dove si terranno la maggior parte degli eventi. A luglio, il Festival ospiterà una residenza artistica con Moses Concas, musicista e performer di livello internazionale, che guiderà laboratori e sessioni di produzione musicale con giovani talenti locali. La manifestazione culminerà in una tre giorni dal 17 al 19 luglio, con eventi e incontri aperti al pubblico.
Uno degli appuntamenti più significativi è Parole per Gaza, previsto il 18 luglio: una giornata di raccolta fondi e confronto sui diritti umani e la solidarietà internazionale. Vi prenderanno parte associazioni, attivisti, operatori umanitari e realtà come Global Sumud Flotilla, Untold Palestine, 7amleh e Sardegna Palestina. Il programma prevede anche presentazioni di libri, tra cui quelli di Matteo Meloni e Claudia Sarritzu, e molte altre iniziative culturali ancora da svelare.
La parte finale del Festival sarà dedicata a una chiamata regionale, che coinvolgerà amministratori, professionisti, imprese sociali e associazioni per discutere modelli di sviluppo locale, autonomia energetica e partecipazione civica. Il progetto ha già superato i confini della Sardegna, coinvolgendo oltre cinquanta partner tra realtà locali, nazionali ed europee.
«Il Festival della Resilienza continua a interrogarsi sul presente», conclude Atzori, «trasformando crisi in opportunità e promuovendo comunità capaci di affrontare il cambiamento».
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