La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato le nuove linee guida dell’intervento “Nidi Gratis”, misura destinata a sostenere le famiglie nella copertura dei costi dei servizi educativi per la prima infanzia. L’aggiornamento entrerà in vigore dal 2026 e punta a rendere il sistema più efficiente, trasparente e coerente con i bisogni dei territori.
L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche regionali per il rafforzamento del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, con l’obiettivo di favorire l’accesso ai servizi per l’infanzia e sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Portas: sostegno alle famiglie e continuità educativa
La misura è stata proposta dall’Assessora Regionale della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, che ha sottolineato il valore sociale e formativo dell’intervento:
“Con questa misura interveniamo per dare sostegno concreto alle famiglie e ci occupiamo di una fascia dell’infanzia molto delicata, sia nella fase educativa che nella fase dell’apprendimento. Il diritto allo studio viene così esteso dai primi mesi di vita fino al più alto livello di studio nel percorso universitario. Abbiamo cercato poi di recepire i bisogni dei territori, dei comuni e delle famiglie che devono conciliare vita familiare e vita lavorativa”.
Le principali novità del provvedimento
Tra gli elementi innovativi introdotti dalle nuove linee guida figura l’adozione di un Avviso regionale annuale, che uniformerà tempi e procedure su tutto il territorio sardo. Le famiglie potranno così presentare una sola domanda valida per l’intero anno solare, semplificando l’accesso al beneficio.
Il nuovo modello prevede inoltre una programmazione basata sui fabbisogni reali, rilevati attraverso le domande delle famiglie e raccolti dai Comuni, con l’obiettivo di migliorare la distribuzione delle risorse e ridurre le disparità territoriali.
Requisiti, contributi e priorità
Il contributo è destinato alle famiglie residenti in Sardegna con figli sotto i tre anni iscritti a nidi, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco o servizi educativi domiciliari autorizzati, sia pubblici che privati. È previsto un limite ISEE fissato a 40 mila euro, con integrazione rispetto al Bonus Asilo Nido INPS.
Resta confermato il contributo massimo di 2.200 euro annui per bambino, pari a 11 mensilità da 200 euro, a rimborso della differenza tra le rette pagate e il sostegno erogato dall’INPS.
Particolare attenzione viene riservata alle situazioni di fragilità: la misura potrà essere estesa anche ai minori ospitati in strutture di accoglienza, qualora i costi siano sostenuti dai Comuni.
In caso di risorse insufficienti rispetto alle richieste, saranno applicati criteri di priorità che garantiscono la copertura totale delle famiglie con ISEE inferiore a 30 mila euro e, successivamente, a quelle sotto i 25 mila euro.
Approfondimenti: Regione Sardegna
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