A seguito della crisi nello Stretto di Hormuz, in Sardegna l’incremento medio del prezzo di benzina e diesel viene stimato in una percentuale del 20,3%. Un quinto del prezzo iniziale, dunque, con un costo in più, per famiglie e imprese sarde, stimato dalla Cgia in quasi 33 milioni di euro al mese.
In un anno, con questi prezzi, famiglie e imprese sarde lasceranno 396 milioni in più rispetto allo scorso anno nei distributori di carburanti. E questo nonostante gli interventi del Governo, per 2,35 miliardi finora, che hanno congelato all’incirca gli aumenti di 2 mesi sui 12 della proiezione dei rincari.
In Sardegna, con questi prezzi ed immaginando un consumo di carburanti sui livelli del 2025, imprese e famiglie pagheranno nei distributori 2.344 milioni di euro, appunto 396 milioni in più rispetto allo scorso anno.
Secondo la stima fatta dell’Ufficio studi della Cgia, a parità di consumi rispetto al 2025, nel 2026 il caro carburanti rischia di pesare sulle tasche degli italiani per oltre 13,6 miliardi di euro nell’intero anno.
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