Vacanze più brevi e meno presenze: Sardegna in calo del 10%

Mentre agosto volge al termine, il bilancio del turismo isolano segna un arretramento. Cala la durata media dei soggiorni, ma crescono gli agriturismi e si spera nel last minute di settembre

La tendenza è chiara: le vacanze estive si accorciano, e a farne le spese è anche una delle mete più ambite d’Italia, la Sardegna. Con agosto agli sgoccioli, il primo bilancio dell’estate 2025 evidenzia una flessione delle presenze turistiche del 10% sull’isola, secondo quanto riferito dagli operatori del settore.

Il calo non riguarda tanto gli arrivi, quanto la durata del soggiorno. A sottolinearlo è Federalberghi, che evidenzia come il vero problema sia la riduzione dei giorni di permanenza da parte dei turisti italiani. In altre parole, gli italiani continuano a raggiungere le località turistiche, ma restano per meno tempo rispetto agli anni passati. Un fenomeno che ha un impatto diretto sulle strutture alberghiere e sull’economia turistica locale.

A differenza degli hotel, però, gli agriturismi stanno vivendo una stagione positiva. Le strutture immerse nella natura, spesso a conduzione familiare, hanno registrato una buona affluenza, segno che la domanda turistica si sta diversificando. I viaggiatori sembrano prediligere esperienze più autentiche, all’insegna della tranquillità e lontane dal turismo di massa.

Guardando avanti, le aspettative si spostano su settembre, un mese che da qualche anno si sta rivelando sempre più strategico per il comparto turistico. Secondo gli operatori, le prenotazioni per il prossimo mese sono già numerose, anche se per colmare il vuoto lasciato da agosto si punta soprattutto sulle prenotazioni last minute, che potrebbero contribuire a recuperare parzialmente il calo registrato.

Il turismo in Sardegna si ritrova quindi in una fase di transizione, in cui le abitudini dei viaggiatori cambiano e le imprese devono adattarsi rapidamente. La stagione estiva 2025 ha confermato che non basta più contare sui flussi di agosto, ma diventa sempre più importante offrire flessibilità, esperienze personalizzate e alternative di qualità anche nei mesi considerati “di spalla”.

Redazione

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