Sulla scia delle incertezze geopolitiche dell’area del Medio Oriente, il prezzo dei carburanti continua a correre. Pur con il taglio delle accise deciso dal Governo, prorogato fino a inizio di maggio, rispetto all’inizio della guerra nel Golfo l’incremento di prezzo del gasolio è stato mediamente del 24% (+0,415 euro al litro). Se il confronto viene fatto rispetto al 31 dicembre scorso, il rincaro medio è stato addirittura del 30,6% (+0,50 euro al litro).
A fare i conti maggiori con il caro-carburanti, le imprese di trasporto sono letteralmente strozzate. Visto anche il sistema che vede pagare immediatamente il carburante e minimo a 60 giorni (ma in genere i tempi sono molto più dilatati) gli incassi. Con conseguenti, insostenibili, problemi di liquidità.
Una mazzata per un settore che in Italia negli ultimi dieci anni ha già perso oltre 19mila imprese.
La situazione in Sardegna
In Sardegna il calo delle imprese di autotrasporto dal 2015 allo scorso anno è stato di molto superiore alla media nazionale, superando il 30%. Con la cancellazione di 722 aziende.
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