Valentina Greco ora sta meglio: resta il mistero sulla scomparsa

La 42enne è apparsa provata ma in ripresa: nessuna informazione sull’inchiesta o sull’origine della scomparsa

È tornata a casa, ma i dubbi restano. Valentina, la 42enne cagliaritana scomparsa per dieci giorni in Tunisia, è rientrata in Sardegna il 26 luglio, atterrando a Cagliari visibilmente provata, in sedia a rotelle e accompagnata da personale medico. La donna, al centro di un caso che ha attirato attenzione e interrogativi, non ha ancora chiarito pubblicamente cosa sia realmente accaduto durante quei giorni in cui non ha dato notizie nemmeno alla famiglia.

Secondo quanto riferito, Valentina avrebbe raccontato di essere rimasta svenuta per un malore, che l’avrebbe costretta in stato di incoscienza per tutto il periodo della sparizione. Tuttavia, nessun dettaglio ufficiale è stato rilasciato dall’autorità giudiziaria tunisina, e non si hanno notizie di un interrogatorio o di un’indagine formale condotta dalle autorità locali o italiane.

Il ritrovamento della donna, avvenuto proprio nella sua abitazione tunisina, ha lasciato spazio a numerosi interrogativi. Come è possibile che nessuno si sia accorto della sua presenza per così tanto tempo? Perché non è stato avviato un intervento immediato? E soprattutto, come spiegare l’assenza totale di comunicazioni con l’esterno, in particolare con i familiari?

Valentina, nota per il suo impegno nel volontariato, ha ricevuto i primi controlli medici da parte di Sos Quartu subito dopo l’arrivo all’aeroporto, dove è stata presa in carico con la massima urgenza. Le è stato assegnato un medico provvisorio, mentre le istituzioni locali stanno lavorando per garantirle assistenza e supporto psicologico, nella speranza che possa lentamente recuperare serenità e forze.

Ma le ipotesi intorno alla sua scomparsa sono ancora numerose: si è trattato davvero di un malore prolungato, come da lei sostenuto? Oppure la sua sparizione è da collegare a fattori esterni, come minacce o intimidazioni? Alcuni si chiedono se possano esserci state motivazioni personali dietro il silenzio, o se siano entrati in gioco elementi legati alla sua attività di volontaria in Tunisia.

In assenza di comunicazioni ufficiali, la vicenda resta avvolta nel mistero, alimentando interrogativi che, per ora, non trovano risposta. La priorità, in questo momento, rimane comunque il recupero fisico e psicologico di Valentina, mentre si attende di capire se emergeranno nuovi elementi utili a fare luce su quei dieci giorni di vuoto.

Redazione

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