Un grave episodio si è verificato nel pomeriggio di oggi nel carcere di Uta, dove un detenuto ha appiccato un incendio nella propria cella. Quattro agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo e sono stati trasportati in ospedale in codice giallo.
La dinamica dell’incidente
Il detenuto, di origine straniera e in isolamento, ha cosparso il materasso con olio per poi appiccare il fuoco. L’incendio ha rapidamente riempito la cella di fumo nero, rendendo i soccorsi estremamente difficili. Gli agenti intervenuti hanno utilizzato estintori, ma questi si sono rivelati insufficienti, obbligandoli a ricorrere a un idrante.
La combustione del materasso intriso d’olio ha provocato una sorta di esplosione, che ha aggravato la situazione. Quattro agenti, intossicati dal fumo, sono stati trasportati in ospedali diversi: due al Santissima Trinità, uno al Brotzu e uno a Monserrato.
Un sistema al limite
Secondo Michele Cireddu, segretario generale della UIL PA Polizia Penitenziaria Sardegna, il carcere di Uta sta affrontando un’emergenza senza precedenti. «Dopo un 2024 terribile, iniziamo il 2025 con un episodio critico che poteva finire in tragedia», ha dichiarato. Il sovraffollamento del penitenziario, con 760 detenuti ospitati a fronte di una capacità di 530 posti, è una delle cause principali dei problemi che continuano a emergere.
Cireddu ha sottolineato che i detenuti provenienti da altri istituti, spesso già responsabili di episodi di violenza, aggravano ulteriormente la situazione. «La volontà di provocare effetti tragici è evidente nel modo in cui è stato appiccato il fuoco,» ha aggiunto, riferendosi all’uso deliberato dell’olio per alimentare l’incendio.
Appello alle istituzioni
Il sindacato UIL PA ha inviato una nota alla premier Giorgia Meloni, al ministro Carlo Nordio e al sottosegretario Andrea Del Mastro, chiedendo interventi immediati. La situazione critica del carcere di Uta non può più essere ignorata, con sovraffollamento, carenze strutturali e un numero insufficiente di strumenti per garantire la sicurezza degli agenti e dei detenuti.
Un inizio d’anno difficile
Questo episodio è il primo evento grave del 2025, ma le premesse lasciano presagire ulteriori difficoltà per il penitenziario cagliaritano. Senza interventi strutturali e organizzativi, la sicurezza del personale e dei detenuti resterà in bilico, con il rischio di nuove emergenze.
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