Il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha reso note 51 potenziali aree nel territorio italiano per ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico, tra cui otto in Sardegna. I Comuni coinvolti includono Albagiara, Assolo, Usellus, Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Villamar, Setzu, Tuili, Turri, Ussaramanna, Nurri, Ortacesus e Guasila.
L’annuncio ha scatenato le reazioni degli esponenti politici sardi. Alessandra Todde, candidata alla presidenza della Regione, esprime preoccupazione e critica: “La Sardegna rischia di diventare nuovamente la discarica d’Italia. Il governo sembra ignorare il precedente referendum del 2011, quando il 97,13% dei sardi si è opposto all’ipotesi di impianti nucleari o di stoccaggio di scorie radioattive.”
Questa situazione riapre una discussione che sembrava già chiusa con il referendum del 2011, evidenziando la tensione tra la proposta governativa e le resistenze politiche locali.
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