Il Governo impugna la riforma della sanità sarda: scontro istituzionale con la Giunta Todde

La legge sul nuovo assetto sanitario regionale finisce nel mirino di Palazzo Chigi: lo spoil system contestato dal Ministero della Salute.

Il Consiglio dei ministri ha ufficializzato questa mattina l’impugnazione della legge sulla riforma della sanità sarda, approvata a marzo dal Consiglio regionale. A sollevare il caso è stato il Ministero della Salute, che ha definito il provvedimento incostituzionale, in particolare per l’articolo che prevedeva la sostituzione automatica dei commissari delle aziende sanitarie. Secondo il ministero, si tratterebbe di un atto riconducibile a uno spoils system non compatibile con l’ordinamento giuridico nazionale.

La decisione del Governo arriva a poche ore dalle nomine ufficiali dei nuovi commissari, effettuate dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e dalla Giunta, con l’esclusione del Partito Democratico, che ha disertato la riunione di maggioranza in segno di dissenso verso le modalità dell’operazione. Una mossa che ha acuito la frattura interna alla coalizione progressista che sostiene l’esecutivo regionale.

Il clima politico è rovente. Il vicepresidente del gruppo Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Fausto Piga, ha commentato duramente la vicenda:
“La Presidente Todde ha commissariato i vertici sanitari ignorando i rilievi dello Stato. Bastava attendere due giorni per evitare una figuraccia”, ha dichiarato, accusando la presidente di “governare con una condotta spericolata”.

Piga ha anche sottolineato il ritardo nell’approvazione del bilancio regionale, definendo il comportamento della Giunta “devastante e ingiustificabile”, finalizzato, a suo dire, a bloccare la macchina amministrativa per motivi politici. Il consigliere di FdI ha poi evidenziato come “persino il Pd abbia preso le distanze”, e ha previsto che la presidente Todde “proverà a vestire i panni della vittima”, parlando di poteri forti e attacchi esterni.

“La legislatura è a un bivio”, ha aggiunto Piga, “non per il caso decadenza, ma per l’impossibilità di tenere insieme un’alleanza spaccata fra Pd e M5S”. Secondo il consigliere, il cosiddetto “campo largo sardo” sta affondando, e con esso rischia di affondare l’intera Regione.

Redazione

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