Sanità in crisi nel nord Sardegna: Olbia rischia la chiusura del Punto nascita

Allarme per la carenza di medici: reparti in emergenza a Olbia e Sassari, la politica regionale sotto accusa

ospedale

Il reparto di Pediatria dell’ospedale di Olbia è al collasso: è rimasto attivo un solo medico in servizio, con il rischio concreto di una chiusura del Punto nascita già nei prossimi giorni. A lanciare l’allarme è stata Cristina Usai, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha denunciato una situazione di grave emergenza sanitaria nel nord della Sardegna, in particolare nella zona della Gallura.

Senza pediatri disponibili, il Punto nascita dell’ospedale San Giovanni Paolo II non può continuare ad operare, con la conseguenza che nella Gallura, a breve, potrebbe diventare impossibile partorire. Una prospettiva che desta forte preoccupazione per l’intero territorio, già penalizzato dalla carenza di servizi essenziali. Ma i problemi non si fermano a Olbia.

Anche la Neurochirurgia dell’ospedale di Sassari ha cessato l’operatività per le urgenze, come denunciato dalla stessa Usai. Con soli due medici rimasti in servizio, l’unico reparto attivo per le emergenze neurochirurgiche sull’intera isola resta quello dell’ospedale Brotzu di Cagliari, a centinaia di chilometri di distanza per molti pazienti del nord Sardegna. Una condizione che mette a rischio non solo la qualità, ma anche la tempestività delle cure in casi gravi.

Il personale sanitario, soprattutto gli infermieri, continua a lavorare in condizioni estremamente difficili, aggravate dalla cronica mancanza di organico. Una situazione che, secondo Usai, sarebbe stata ignorata dalla Giunta regionale a guida centrosinistra. “La presidente Alessandra Todde e l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi si sono affrettati a occupare le poltrone delle aziende sanitarie, trascurando completamente la soluzione dei problemi strutturali della sanità sarda,” ha dichiarato la consigliera, accusando l’amministrazione regionale di sottovalutare la gravità della crisi in atto.

Anche il senatore Giovanni Satta, medico e membro della Commissione Sanità al Senato, ha espresso forte preoccupazione. Il parlamentare di Fratelli d’Italia ha denunciato le condizioni critiche di diversi reparti dell’ospedale di Olbia, in particolare del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC), dove i ricoveri non vengono più accettati, costringendo i pazienti a rivolgersi altrove e mettendo sotto pressione il personale.

Satta ha sottolineato la necessità di un intervento urgente da parte degli organi competenti della Regione, che finora – a suo avviso – avrebbero concentrato gli sforzi solo sulla sostituzione dei vertici aziendali, trascurando le priorità legate all’assistenza sanitaria dei cittadini.

Redazione

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