In Sardegna un terzo delle imprese artigiane condotte da stranieri, ecco dove sono concentrate

Il dossier Confartigianato: a Cagliari 4.642 imprenditori stranieri, di cui 438 (il 9,4%) artigiani. Il presidente Meloni: movimento in progressiva espansione

stranieri

In Sardegna un terzo delle imprese artigiane ha titolari stranieri, ma la regione è terz’ultima in Italia per incidenza delle realtà straniere.

E’ quanto rileva il dossier “Le imprese artigiane a conduzione straniera” realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna (fonte UnionCamere 2023-2024), che ha analizzato le aperture e le chiusure delle aziende da parte di artigiani nati fuori dai confini italiani che si occupano principalmente di edilizia (lavori specializzati e costruzioni edifici), confezionamento di articoli di abbigliamento, attività di servizi per edifici e paesaggio e di servizi alla persona.

Al terzo trimestre 2024, le imprese guidate da un titolare non italiano erano 10.602. Le artigiane straniere, con 1.616 unità, hanno rappresentato il 15,2% del totale di quelle registrate. Nella classifica nazionale per incidenza delle realtà estere, l’Isola si piazza terz’ultima: prima la Valle d’Aosta con il 48,6%, seconda l’Emilia Romagna con il 47,8%. Ultima la Sicilia con il 10.9%, contro una media italiana del 32,7%.

Sembra in base al report, nell’Isola lavorano 26mila stranieri, il 4,7% sul totale degli occupati mentre i giovani apprendisti risultano essere 251.

Meloni (Confartigianato): movimento in espansione

“Un movimento in progressiva espansione, quello dell’imprenditoria immigrata che ha scelto l’artigianato – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – inoltre la crescita delle imprese artigiane con titolari stranieri non si limita a un semplice aumento numerico, ma abbraccia una trasformazione profonda di settori chiave”.

I settori

Quello delle Costruzioni specializzate, con il 50,8% delle imprese, è il settore in Sardegna a maggior numero d’imprenditori stranieri. Segue la costruzione di edifici e i servizi alla persona, entrambi con il 6,8%, le attività di servizi per edifici e paesaggio con il 5,9%, il confezionamento di abbigliamento con il 5,1%, le attività di ristorazione con il 4,0% e il trasporto di merci e persone con il 2,9%.
“La via dell’impresa si conferma una delle modalità attraverso le quali gli stranieri giunti in Sardegna, possono integrarsi nel nostro sistema economico e sociale – aggiunge Meloni – allora vale la pena di ricordare che, oltre alle politiche di accoglienza, devono essere messi in campo strumenti e politiche di integrazione. Per questo l’immigrazione va governata, non subita”. “Il lavoro è strumento di inclusione e servono programmi di formazione per accrescere le competenze dei lavoratori stranieri – ricorda il Presidente di Confartigianato Sardegna – tra questi il supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale, dove le Associazioni di Categoria possono giocare un ruolo importante per chi vuole aprire una nuova impresa”.

I dati nelle province sarde

La provincia con il maggior numero di imprenditori stranieri è quella di Sassari-Gallura con 3.746, di cui 819 artigiani (il 21,9% delle attività gestite da chi è nato fuori dall’Italia). Segue Cagliari con 4.642, con 438 artigiane (il 9,4%), Nuoro con 1.625 di cui 286 artigiane (17,6%) e Oristano con 589 di cui 73 artigiane (il 12,4%).

La provenienza

Imprenditori e imprenditrici provengono soprattutto da Senegal, Marocco, Germania, Cina e Romania. Nella provincia di Cagliari la maggior parte arrivano dal Senegal, in quella di Nuoro dalla Germania, in quella di Oristano dal Marocco e in quella di Sassari-Gallura dalla Romania.
“Quelli che lavorano in Sardegna – aggiunge Daniele Serra, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna – sono, nella stragrande maggioranza dei casi, imprenditori giovani, che scelgono la via del lavoro autonomo per integrarsi nella nostra società, ma ci sono anche gli over 50 sempre più attivi”.

E sono i dati a confermare questo trend. L’analisi dell’artigianato a titolarità straniera, racconta infatti di un’evoluzione per quanto riguarda l’età. In particolare, sono gli imprenditori over 50 a trainare la crescita, con un incremento del 125,7% negli ultimi dieci anni, a cui si aggiunge un aumento ancora più marcato (+223,5%) tra gli over 70.

“Valorizzare anche le realtà non italiane, quelle registrate presso le Camere di Commercio e che pagano le tasse come tutti i cittadini – riprende Serra – significa anche impegnarsi per far emergere quelle sacche d’illegalità che rischiano di penalizzare le tante attività estere che, onestamente e con passione, concorrono allo sviluppo del nostro sistema produttivo”. “Significa anche – conclude il segretario – contrastare con forza l’illegalità e il lavoro nero, che alimenta il sommerso e la contraffazione, penalizzando le imprese regolari sarde e straniere”.

Redazione

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