Portovesme, protesta in crescita: sciopero e marcia su Cagliari

I lavoratori di Portovesme manifestano contro la chiusura della linea di produzione dello zinco. Sciopero e sit-in davanti al Consiglio regionale in attesa di risposte dal governo.

La tensione cresce a Portovesme, dove i lavoratori della Glencore hanno iniziato una mobilitazione contro la decisione dell’azienda di fermare la produzione di zinco nello stabilimento del Sulcis. La protesta è culminata con uno sciopero di 24 ore, indetto dai sindacati, e un sit-in davanti al Consiglio Regionale a Cagliari. Gli operai temono per il futuro industriale del territorio, considerato uno dei più fragili della Sardegna, e chiedono risposte immediate dalle istituzioni.

Il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento è stato accompagnato da un’assemblea aperta, alla quale hanno partecipato sindaci e rappresentanti politici locali. Nel frattempo, una delegazione di operai si è recata a Cagliari per dare voce alla protesta davanti al Consiglio regionale, dove è prevista una seduta straordinaria con la partecipazione di una delegazione sindacale e dei primi cittadini del Sulcis. La riunione è stata convocata in vista del tavolo di crisi organizzato per domani a Roma dai Ministri Adolfo Urso e Marina Calderone, con l’obiettivo di affrontare la difficile situazione.

Il Segretario Generale della Cgil Sardegna, Fausto Durante, ha espresso preoccupazione per il futuro dell’industria nel Sulcis. Durante un’intervista a Radar su Videolina, ha affermato che la decisione di Glencore potrebbe segnare l’inizio di un “declino definitivo” per l’industria della zona. Le sue parole riflettono l’ansia diffusa tra i lavoratori e la comunità locale, che vedono nell’eventuale chiusura della produzione di zinco una minaccia concreta per l’economia del territorio, già duramente colpito dalla crisi industriale degli ultimi anni.

La chiusura della linea di produzione dello zinco potrebbe avere gravi conseguenze per l’occupazione e lo sviluppo economico della Regione Sardegna. Lo stabilimento di Portovesme è uno dei più importanti del Sulcis e la sua attività rappresenta una parte significativa del tessuto produttivo locale. I sindacati e le autorità locali chiedono interventi urgenti da parte del governo nazionale per evitare che la decisione della Glencore si traduca in una catastrofe economica per l’area.

I lavoratori, sostenuti dalle loro famiglie e dai rappresentanti sindacali, non intendono fermarsi e chiedono al governo di intervenire con soluzioni concrete per garantire la continuità produttiva e preservare i posti di lavoro. La mobilitazione potrebbe continuare nei prossimi giorni, in attesa dell’esito del tavolo di crisi a Roma. Le sorti dello stabilimento di Portovesme, e di conseguenza di molte famiglie del Sulcis, dipendono dalle decisioni che verranno prese a livello nazionale.

La crisi di Portovesme si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per l’industria in Sardegna, che da anni affronta sfide strutturali legate alla competitività e alla transizione energetica. Il futuro dell’industria sarda sembra appeso a un filo, e la protesta dei lavoratori di Portovesme è solo l’ultima manifestazione di un malcontento che rischia di estendersi ad altre aree dell’isola se non verranno trovate soluzioni adeguate.

Redazione

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