Due importanti scoperte archeologiche arricchiscono il patrimonio storico di Pula. Nell’ambito della rassegna PulArchàios, ospitata all’ex Regia Pretura, sono stati presentati al pubblico gli ultimissimi ritrovamenti provenienti dai fondali di Nora, tra cui una testa maschile fittile riportata alla luce dal Nucleo S.D.A.I. Cagliari di COMSUBIN della Marina Militare durante le operazioni di bonifica di ordigni bellici.
Il Sindaco Walter Cabasino, intervenuto durante la serata, ha evidenziato l’importanza delle scoperte e il valore della collaborazione tra enti civili e militari. “Siamo alla presenza di due grandi scoperte archeologiche che contribuiscono ad arricchire il nostro patrimonio scientifico. In questa campagna di scavi, in maniera fortuita, è riemersa prepotentemente la nostra storia, che testimonia quanto questo territorio fosse già in antichità un crocevia culturale e commerciale di primaria importanza”, ha dichiarato il primo cittadino.
Accanto alla testa maschile, è stato annunciato anche un secondo ritrovamento inedito di epoca bizantina, segnalato da un privato cittadino e recuperato grazie al lavoro congiunto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Archeologico e del Nucleo Carabinieri Subacquei di Cagliari. Si tratta di due manufatti in marmo, una lastra figurata e un secondo elemento di grande rilievo storico-artistico.
L’Assessore alla Cultura, Manuela Serra, ha posto l’accento sulle attività di restauro in corso, spiegando che “durante la conferenza abbiamo potuto assistere a una dettagliata esposizione delle varie fasi del restauro cui vengono sottoposti reperti così delicati e preziosi, che richiedono competenze specialistiche e grande attenzione”. Serra ha inoltre ringraziato la cittadinanza per la partecipazione e la collaborazione: “Il patrimonio culturale è di tutti e tutti hanno il dovere di tutelarlo e promuoverlo. Un sentito ringraziamento va a chi, con senso civico, segnala ritrovamenti di questo tipo, fondamentali per la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio comune”.
Le operazioni di recupero e tutela sono state coordinate con la Soprintendenza Nazionale del Patrimonio Culturale Subacqueo, che ha seguito da vicino le fasi di studio e conservazione. “Per tutti noi queste nuove scoperte sono un monito a trasmettere la storia millenaria del nostro territorio alle nuove generazioni e a conservarla con responsabilità”, ha proseguito Cabasino, esprimendo gratitudine ai sommozzatori della Marina Militare e ai cittadini che hanno contribuito con segnalazioni puntuali e corrette.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alla società Pula Servizi e Ambiente e al personale del porto di Perd’e Sali, per il supporto logistico fornito nelle operazioni di recupero. I reperti sono ora custoditi presso il laboratorio di restauro, dove sono state avviate le procedure di desalizzazione per garantire la corretta conservazione dei materiali rinvenuti in ambiente marino, in vista della loro futura valorizzazione museale e pubblica.
Foto: Comune di Pula
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