Un investimento da 22,5 milioni di euro per potenziare l’offerta abitativa destinata agli studenti universitari a Cagliari. È questo il cuore della delibera approvata dalla Giunta regionale, che ha dato il via libera a un intervento di riqualificazione e ampliamento delle residenze universitarie, con l’obiettivo di rafforzare concretamente il diritto allo studio.
Il piano, presentato dall’assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, è frutto della collaborazione tra Regione ed Ersu Cagliari, il cui nuovo Consiglio di amministrazione si è appena insediato. Solo dopo questa nomina è arrivata l’approvazione ufficiale, nonostante i fondi fossero già stanziati da tempo. Una scelta che mira a rafforzare la sinergia istituzionale e ad accelerare un processo atteso da anni.
Tra gli interventi principali spicca il ritorno in funzione di Palazzo Vivanet, lo storico edificio di via Roma 61, da tempo inutilizzato. Qui verranno investiti 11,6 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e l’arredo, riportando in vita una struttura che rappresenta un pezzo di storia per l’università e la città di Cagliari.
Il pacchetto di finanziamenti prevede inoltre:
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3,95 milioni di euro per il recupero strutturale della sede amministrativa dell’Ersu in corso Vittorio Emanuele II, n. 68;
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3,2 milioni di euro destinati all’ampliamento e all’arredo della mensa nella casa dello studente di via Trentino;
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1,95 milioni di euro per il completamento della ristrutturazione dello studentato della stessa via;
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1,8 milioni di euro per la riqualificazione e trasformazione in nuova residenza universitaria dell’edificio di via Santa Margherita 12.
“Un’azione necessaria e richiesta da molto tempo”, ha dichiarato l’assessora Portas in conferenza stampa. “Questo intervento dà respiro a chi sogna di laurearsi ma è ostacolato da difficoltà economiche o sociali. Dopo aver garantito borse di studio e servizi di ristorazione, ora agiamo concretamente anche sul fronte dell’accoglienza”.
L’obiettivo è aumentare i posti alloggio disponibili, rendendo gli studi universitari accessibili a un numero sempre maggiore di giovani, anche fuori sede. La Regione intende così ridurre le disuguaglianze territoriali e offrire a tutti pari opportunità di formazione.
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