Narcotraffico, la prefetta di Cagliari Paola Dessì indica la linea dura

Controlli rafforzati su coltivazioni illecite, porti e aeroporti: «Priorità assoluta per la sicurezza dell’Isola»

La lotta al narcotraffico entra a pieno titolo tra le priorità della nuova prefetta di Cagliari, Paola Dessì, che ha indicato con chiarezza le linee d’azione durante la sua prima uscita ufficiale. Un tema definito «di massima attenzione», perché se è vero che il fenomeno ha una dimensione nazionale, è altrettanto vero che la Sardegna presenta caratteristiche specifiche che la rendono particolarmente esposta.

«È un problema nazionale, ma riguarda anche la nostra Isola», ha spiegato la prefetta, sottolineando come la posizione geografica della Sardegna la renda un possibile crocevia di traffici illeciti. Un territorio che, per estensione e conformazione, presenta al tempo stesso aree poco popolate, condizioni che favoriscono non solo il transito, ma anche la coltivazione delle piante da cui vengono ricavate sostanze stupefacenti.

L’obiettivo dell’azione istituzionale è quindi duplice. Da un lato, reprimere le coltivazioni illegali, dall’altro contrastare con maggiore efficacia il narcotraffico vero e proprio. «C’è un’importante attività da parte delle forze di polizia e di tutti coloro che operano sul territorio», ha ricordato Dessì, citando anche il ruolo del Corpo forestale, impegnato nelle campagne e nelle zone interne dove più facilmente possono essere individuate piantagioni illecite.

Il rafforzamento dei controlli non si fermerà però alle aree rurali. Per contrastare l’ingresso e l’uscita delle sostanze stupefacenti, la Prefettura punta a intensificare ulteriormente le verifiche nei porti e negli aeroporti, considerati nodi strategici. «È un’attività che viene svolta costantemente», ha precisato la prefetta, «ma dobbiamo bloccare le vie di accesso delle droghe e, allo stesso tempo, impedire la circolazione di quelle prodotte in Sardegna».

Accanto alla dimensione repressiva, emerge con forza anche la preoccupazione per l’impatto sociale del fenomeno, in particolare tra i più giovani. «Dobbiamo purtroppo constatare che si sta abbassando sempre di più l’età di chi assume sostanze stupefacenti», ha evidenziato Dessì. Un cambiamento che rende il problema ancora più complesso, perché non riguarda più solo contesti marginali, ma attraversa l’intera società.

Secondo la prefetta, infatti, il consumo di droga è diventato un fenomeno trasversale, che «non conosce più differenze di classi sociali». Una realtà che impone un approccio più ampio e strutturato, capace di affiancare alle operazioni di polizia un forte investimento sulla prevenzione.

«Oltre a reprimere, è fondamentale prevenire, soprattutto attraverso l’educazione», ha ribadito, indicando nei giovani il principale obiettivo delle politiche di sensibilizzazione. Scuole, famiglie e istituzioni sono chiamate a collaborare per contrastare un fenomeno che, oltre a minacciare la sicurezza, incide profondamente sul tessuto sociale e sul futuro delle nuove generazioni.

Con queste dichiarazioni, Paola Dessì traccia una linea di continuità e rafforzamento dell’azione dello Stato sul territorio, puntando su controlli mirati, coordinamento tra forze dell’ordine e prevenzione educativa. Una strategia che mira a colpire il narcotraffico in tutte le sue fasi, dalla produzione alla distribuzione, senza trascurare l’aspetto culturale e sociale di una piaga sempre più diffusa.

Redazione

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