Anche quest’anno la Regione Sardegna partecipa a TourismA – Salone dell’archeologia e del turismo culturale, evento che si svolge a Firenze, nella prestigiosa cornice del Palazzo dei Congressi. La manifestazione rappresenta un punto di incontro per la valorizzazione del patrimonio archeologico e storico, coinvolgendo tutte le regioni italiane in un grande momento di esposizione, divulgazione e confronto.
L’assessora regionale della Cultura, Ilaria Portas, ha sottolineato l’importanza della presenza sarda all’evento: “La Sardegna si apre al resto del mondo. Il nostro territorio è noto a livello internazionale per le sue splendide coste, ma vogliamo dare visibilità anche alle zone interne, custodi di una storia antichissima e di straordinarie testimonianze archeologiche.”
Sardegna tra archeologia e candidatura UNESCO
La Sardegna è presente al TourismA con un ricco programma di iniziative, tra cui:
- Stand dedicati ai territori e alle cooperative culturali;
- La Fondazione Mont’e Prama, con progetti sulla civiltà nuragica;
- Il programma “Sardegna verso l’UNESCO”, legato alla valorizzazione del patrimonio archeologico;
- La candidatura italiana UNESCO del CeSim per il riconoscimento delle Domus de Janas, con pannelli esplicativi che hanno riscosso grande interesse tra i visitatori.
Mostra internazionale sulle aristocrazie nuragiche ed etrusche
Tra gli eventi più attesi, l’assessora Portas ha partecipato alla presentazione della mostra “Aristocrazie nuragiche ed etrusche nel mondo mediterraneo”, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama. L’esposizione approfondirà le relazioni culturali tra la Sardegna tardo-nuragica e la civiltà etrusca, nel periodo tra il IX e il VII secolo a.C..
“La mostra – spiega Portas – metterà in relazione il fenomeno statuario di Mont’e Prama con le grandi civiltà mediterranee, sottolineando i forti legami tra Nuragici ed Etruschi. Questo approccio didattico innovativo aiuta a comprendere come le antiche culture non fossero isolate, ma interconnesse, un messaggio di integrazione tra i popoli che resta attuale anche oggi.”
Foto: Regione Sardegna
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